Venezia E per fortuna è caduto in acqua dopo che Insula aveva concluso i lavori di scavo del rio di San Marcuola, e non prima, altrimenti sarebbe andato perduto per sempre assieme ai fanghi del fondo. Invece il caso ha voluto che il leone in moleca che adornava la porta d'acqua del civico 1805 di Cannaregio, di proprietà delle IX Congregazioni del Clero veneziano, si sia frantumato dopo, che la perdita sia stata segnalata nel 2005 dalla gente, dallo storico Alberto Rizzi e dai giornali, che Insula con la supervisione della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici abbia immediatamente dragato la zona recuperando ogni frammento grazie alle ditte Co.Ed.Mar e Tiozzo Gianfranco che hanno finanziato anche il restauro, consentendo così il pieno recupero della rara scultura trecentesca. "Un pezzo straordinario", ha spiegato ieri la soprintendente, Renata Codello, sia per il valore in sé, dato che si tratta di uno dei pochi esempi di altorilievo minore scampato alla sistematica distruzione dei simboli della Serenissima operato da Napoleone e ricollocato in loco nell'800 da quei veneziani che l'avevano salvato e custodito, sia infine per gli aspetti tecnico - scientifici, "anticipazione di un metodo per il futuro, il segno di una mai sopita attenzione per questi importanti pezzi di storia", ha sottolineato l'architetto Codello, ringraziando i suoi tecnici per il restauro - Anna Chiarelli, Ettore Merkel, Sandro Longega - il marmista Giovanni Giusto che materialmente e con passione ha riportato a nuova vita il leone in moleca, Giuliano Molon e i collaboratori di Insula ai quali soprattutto si deve il recupero. Il leone in moleca è stato presentato ieri alla Galleria Franchetti alla Ca' D'Oro, nell'ambito di una mostra didattica (aperta fino all'11 giugno) costruitavi attorno in collaborazione tra la Soprintendenza speciale per il Polo museale veneziano guidata da Giovanna Nepi Scirè e il Liceo Classico Giovanni Paolo I, secondo un progetto e il coordinamento generale del portale Artsystem. "Abbiamo creato qui nel museo una storia di questo simbolo religioso e repubblicano della Serenissima", ha spiegato la direttrice della Galleria Franchetti, Adriana Augusti, presentando la rassegna di oggetti d'arte e la raccolta numismatica che illustrano le varianti iconografiche del leone marciano. "Per noi è naturale il portare gli studenti a leggere direttamente fuori di scuola l'immenso libro che è Venezia e il suo territorio" ha spiegato il rettore del liceo Giovanni Paolo I, don Natalino Bonazza. "I ragazzi hanno imparato a cogliere i significati ideali dell'oggetto, ripercorrendo un percorso della memoria per identificare i valori religiosi e civili del manufatto", ha aggiunto l'insegnante di Arte e Beni culturali, Anna Fortezza, che ha guidato gli studenti in un percorso interdisciplinare finalizzato, ha concluso, "a far vivere concretamente e responsabilmente i ragazzi nella loro città".