«A Venezia il Mose continua a far discutere, all'estero è invece indicato come esempio, «uno dei pochi strumenti per difendere la città dall'innalzamento del mare». È quanto afferma Paolo Costa, presidente della Commissione Trasporti e turismo del Parlamento europeo, da poco entrato a far parte della Commissione temporanea sul cambiamento climatico la cui riunione costitutiva si terrà a Strasburgo lunedì prossimo. È stata l'aula di Bruxelles, su proposta della conferenza dei presidenti, ad approvare la composizione di questa commissione, un organismo, specifica Costa, «che non avrà poteri legislativi ma indirizzerà l'azione delle Commissioni di merito, come quella Trasporti e Turismo che presiedo, nella definizione di provvedimenti giuridicamente rilevanti». Di cambiamenti climatici, tra l'altro, si parlerà oggi a Venezia, nella sede di Sant'Elena dell'Accademia Internazionale di Scienze Ambientali, in un seminario che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Premio Nobel Carlo Rubbia e dei ministri Francesco Rutelli e Alfonso Pecoraro Scanio. «Anche il Parlamento europeo - dice Costa - ha riconosciuto che la salute del pianeta e i cambiamenti climatici parzialmente già in atto evidenziano criticità sempre più palesi cui è necessario rispondere in maniera immediata ed incisiva per impedire che le fosche, eppur sempre più reali, prospettive di sconvolgimenti catastrofici della biosfera terrestre si avverino». Il settore dei trasporti - ha aggiunto - incide significativamente sulle emissioni di anidride carbonica e quindi sul riscaldamento globale e per questo «mi sono impegnato sin dalla prima elezione a presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo per sostenere modi di trasporto a minor impatto ambientale, dalla ferrovia al mare, cercando di non far corrispondere all'aumento delle attività economiche e sociali, un identico aumento della domanda di trasporto e conseguentemente un aumento di emissioni nocive per l'uomo e l'ambiente». Eppure, dice l'eurodeputato Costa, citando lo "Stato del mondo 2007", su un aspetto Venezia è più avanti degli altri: «Può sembrare paradossale rispetto al dibattito locale, ma il mondo e l'Europa ci guardano come un esempio da studiare. Il sistema delle dighe mobili è guardato con interesse, si ritiene che Venezia con il Mose, più ancora dell'Olanda, sia sufficientemente attrezzata per proteggersi dall'innalzamemnto del mare».
VENEZIA -A Venezia il Mose continua a far discutere
Il presidente della Commissione Trasporti e turismo del Parlamento europeo, Paolo Costa, afferma che il sistema delle dighe mobili del Mose a Venezia è uno degli esempi più importanti per difendere la città dall'innalzamento del mare. Costa sostiene che il settore dei trasporti è un importante contributore alle emissioni di anidride carbonica e che è necessario sostenere modi di trasporto a minor impatto ambientale. Costa cita lo "Stato del mondo 2007" che indica che Venezia è più avanzata degli altri paesi nel settore delle dighe mobili. Costa ritiene che il Mose sia un esempio da studiare per le altre città che vogliono difendersi dall'innalzamento del mare.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo