VERONA. Caserme e depositi di munizioni, ex forti asburgici e magazzini, poligoni di tiro e aeroporti. In tutto 36 immobili (su 201 in Italia), alcuni dei quali nel cuore di capoluoghi o comuni turistici veneti, il cui passaggio dal ministero della Difesa all'Agenzia del Demanio era previsto in Finanziaria (comma 263). Il Veneto è la regione con il maggior numero di immobili interessati al passaggio. Tra questi, sei si trovano nel Bellunese: due nel capoluogo (le caserme Tasso e Fantuzzi), gli altri nel Cadore; tre a Treviso e due nella provincia della Marca; sei a Venezia, tra cui la caserma Pepe e l'ex Forte Barbarigo di Pellestrina, altri quattro nel Veneziano; tre nel Vicentino, uno dei quali, cioè l'area addestrativa del Bacchiglione nel capoluogo; un sito (1 Roc di Monte Venda) a Padova; cinque a Verona, tra cui l'aeroporto Boscomantico, gli ex forti Lugagnano, Santa Sofia e Santa Caterina, accanto al quartiere universitario, oltre ad altri sei sparsi sul territorio scaligero, quattro nel Comune di Peschiera del Garda, tra cui la caserma la Rocca e la XXX Maggio, ex carcere militare nel cuore dell'abitato. Molti immobili del veronese risalgono al periodo della dominazione asburgica, quando Peschiera e Verona diventarono i vertici fortificati del Quadrilatero. Per questi edifici o siti ex militari si apre ora la possibilità di un nuovo utilizzo, prefigurato sempre dall'ultima Finanziaria. «Nessuna dismissione si chiarisce dall'Agenzia del Demanio ma piuttosto l'utilizzo della concessione lunga, di valorizzazione o dei piani unitari di valorizzazione (Puv)». Con la concessione lunga si supera la limitazione della durata fino a 19 anni e si prospettano concessioni in affitto a enti pubblici o a privati fino a 50 anni. Un intervallo che può consentire al concessionario di programmare interventi di riqualificazione sull'immobile demaniale, pianificando anche il ritorno economico, con la garanzia che la durata della concessione e i canoni praticati dall'Agenzia saranno commisurati al raggiungimento di un equilibrio economico-finanziario. I programmi unitari di valorizzazione (Puv), previsti dal comma 262 della Finanziaria, rappresentano invece un'occasione per pianificare e razionalizzare interventi sugli immobili pubblici (di Demanio, Comuni, Province) in uno stesso contesto territoriale. Interlocutori dell'Agenzia in queste operazioni saranno le amministrazioni pubbliche e gli strumenti per l'attuazione del Puv saranno permute, conferimenti e concessioni d'uso. In questo modo, immobili situati per lo più nei centri cittadini e suddivisi in varie proprietà pubbliche potranno ritrovare una destinazione unica. A luglio sarà pronta una seconda lista di beni, che saranno conferiti al Demanio entro fine anno. www.agenziadeldemanio.com