Comune di Cosenza A giugno la gara d'appalto per il recupero di uno dei simboli della città COSENZA. E' stata indetta il 17 aprile scorso e verrà espletata il 21 giugno prossimo la gara per il recupero funzionale e il restauro conservativo del Castello Svevo di Cosenza. Arriva così alla fase operativa l'iter di uno dei provvedimenti probabilmente più attesi dalla cittadinanza, determinante non solo per la ristrutturazione del monumento storico emblema della città, ma anche per la sua piena fruizione dal punto di vista artistico e culturale. L'importo a base d'asta della gara è di 3 milioni e mezzo di euro, provenienti dall'Accordo di Programma Quadro "Beni ed attività culturali per il territorio della Regione Calabria", che serviranno per operare sul Castello tutti quegli interventi necessari a renderlo sicuro e a restituirlo all'antico splendore, compromesso oggi anche da recenti sovrapposizioni strutturali di dubbio gusto. Al progetto definitivo ha lavorato un qualificato Comitato tecnico scientifico in base ad un protocollo d'intesa, firmato nel luglio del 2005, tra Comune di Cosenza e Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio della Calabria. Del Comitato fanno parte l'arch. Alessandro Adriano, il prof. arch. Paride G. Caputi, il prof. ing. Francesco Cecati, l'ing. Natalino Corbo, il prof. arch. Giuseppe Cruciali Fabozzi, il prof. Giovanni De Sensi Sestito. Il coordinamento generale è stato dell'ing. Corbo, all'epoca Ingegnere capo dell'Ufficio Tecnico comunale, con il supporto tecnico dell'ing. Massimo Marrani (coordinamento), del prof. Gino Mirocle Crisci (indagini geologiche e petrografiche), dell'ing. Massimo Abitante (rilievo), del dott. Salvatore De Franco (indagini botaniche). Il progetto, datato dicembre 2005, prevede -leggiamo alcuni passi della relazione- "la riqualificazione del complesso non solo come museo di se stesso, ma come sede di attività culturali e di iniziative didattiche nel rispetto della "vocazione" degli spazi e dei moderni criteri di conservazione del patrimonio architettonico. Il progetto si propone di contenere le opere di adeguamento a quelle richieste dalle esigenze di agibilità della struttura e della restituzione, in tempio brevi, del complesso ad una fruizione rispettosa dei valori del monumento." E ancora: "Le destinazioni dei diversi ambienti sono state attribuite sulla base di una verifica sia dei requisiti di compatibilità fra i nuovi usi e le caratteristiche proprie dei vari spazi sia di una opportuna complementarietà fra le varie funzioni". "In particolare, nella riorganizzazione del sistema di copertura del blocco nord, motivata innanzitutto dalla inefficienza e dall'irrazionale disposizione delle recenti incavallature di sostegno delle falde, si è puntato a valorizzare le straordinarie caratteristiche di belvedere panoramico del livello sommatale del castello, sottolineandone la vocazione a osservatorio astronomico." Nella relazione si passa poi ad una disamina delle varie aree del Castello: gli accessi; il fronte settentrionale denominato "Cittadella"; l'edificio del Rivellino che occupa l'angolo nord-est della Cittadella; la torre di nord-est; la Sala del Ricevimento; la Sala delle armi; quella del Trono; i resti del corpo di fabbrica del Seminario, sul fianco nord della Sala del Trono; la Corte; l'ambiente sopra il Porticato settecentesco; gli ambienti sottotetto del corpo nord. In particolare, si pensa di destinare a spazio espositivo la Sala del Ricevimento e la Torre di nord ovest, dove sarà smontata l'attuale pavimentazione, in cotto di produzione industriale, per sostituirla con lastre di pietra calcarea. Sarà adibita a Sala Conferenze la Sala del Trono, mentre la Corte ospiterà manifestazioni e spettacoli. Più in generale "l'indirizzo metodologico seguito nella definizione degli interventi di restauro delle cortine murarie si prefigge l'obiettivo di non alterare l'immagine oramai consolidata del monumento, assicurando, con puntuali e calibrati trattamenti conservativi, la permanenza fisica dei diversi componenti del manufatto." È da notare l'attenzione anche naturalistica riservata al Castello. Il "diserbo selettivo" prevede infatti che vengano conservate le specie di maggiore interesse naturalistico. Particolarmente importanti gli interventi di consolidamento dei due bastioni ottocenteschi finalizzati a restituire loro "pur senza alterarne il carattere di manufatti allo stato di rudere, una soddisfacente consistenza statica complessiva. Ciò anche in considerazione del fatto che l'attuale situazione rende manifesti alcuni aspetti di precarietà strutturale imputabili alla presenza, all'interno delle torri stesse, di un terrapieno con caratteristiche spingenti e, cosa ancor più grave, di alcune presenze arboree.