Sant'Anna Arresi. Dura requisitoria al processo per i presunti abusi edilizi nei pressi dello stagno. Pm: 3 condanne per Porto Pino. Il pm non ha fatto sconti: per i presunti abusi nell'area di Corrumanciu ha chiesto tre condanne, l'abbattimento delle costruzioni del futuro villaggio turistico (36 villette e 9 strutture commerciali) e il ripristino integrale dei luoghi. Ha chiesto tre condanne, una maxi ammenda di 90 mila euro e il ripristino integrale dei luoghi. Cioè l'abbattimento di tutte le villette e delle strutture commerciali costruite nell'isoletta di Corrumanciu. La requisitoria. E' andato giù pesante il pm Daniele Caria, ieri a Cagliari, nel penultimo atto del processo per i presunti abusi edilizi commessi nella località di Porto Pino. Il magistrato, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna a un anno di reclusione con la condizionale per Massimo Paolo Granella, dirigente dell'area tecnica del Comune di Sant'Anna Arresi (accusato anche di abuso di ufficio)) e sei mesi di arresto per gli altri due imputati, Francesco Monti (amministratore dell'immobiliare L'Isolotto srl) e Fulvio Pilloni (il direttore dei lavori). Per ciascuno il pm ha inoltre chiesto l'applicazione di un'ammenda di 30 mila euro ciascuno e il ripristino integrale dei luoghi. E non è tutto: l'avvocato Carmela Fraccalvieri, parte civile a nome del Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, ha invece chiesto un risarcimento danni di 25 mila euro complessivi. Sono state, infatti, le associazioni ambientaliste a sollevare il caso con un esposto che indusse il Corpo Forestale ad avviare le indagini. Gli ispettori arrivarono alla conclusione che i 45 fabbricati realizzati a Corrumanciu (36 villette e 9 strutture commerciali) non sarebbero stati autorizzati sotto il profilo della tutela paesaggistica. L'isoletta ricade, difatti, dentro lo stagno di Porto Pino. La difesa. A fine maggio la parola passerà alla difesa, rappresentata dagli avvocati Gianfranco Trullu e Guido Manca Bitti, e quindi ai giudici (il presidente del collegio è Francesco Sette). Ieri, alla ripresa degli, i legali degli imputati hanno tuttavia rinunciato alla deposizione di Giampiero Pinna, commissario del Parco Geominerario. La sua audizione era stata richiesta perché nel corso delle precedenti udienze il Tribunale aveva integrato il capo di imputazione. Sullo stagno e sull'isolotto dov'è in costruzione il villaggio turistico sarebbe, infatti, pesato anche il vincolo derivante dall'appartenenza al Geoparco, oltre a quelli del piano paesaggistico e delle isole monori. Una tesi, quella esposta da un ispettore della Forestale, che ha convinto i difensori a chiedere immediatamente lumi al commissario dell'ente, chiamato a deporre per ieri mattina. Proposito, tuttavia, rivelatosi vano. Il manager aveva, infatti, inviato per tempo un fax segnalando che il Comitato tecnico giuridico appositamente creato non aveva ancora delineato le competenze giuridico istituzionali del Geoparco. I contenuti dell'eventuale testimonianza di Giampiero Pinna rischiavano, così, di rimanere parziali o di rivelarsi errati. Dopo l'inevitabile rinuncia al testa, sono perciò seguiti la requisitoria e le richieste del pm. Le reazioni. In attesa delle arringhe difensive e della sentenza, le associazioni ecologiste non nascondono però una grande soddisfazione spiega Stefano Deliberi, presidente del Gruppo d'Intervento Giuridico non tanto per le richieste delle condanne penali o le ammende, ma per l'affermazione di un principio, cioè il ripristino ambientale di luoghi secondo noi sconvolti illegalmente dall'attività edilizia.