Terminati i restauri al duomo di Prato -------------------------------------------------------------------------------- È tornata a risplendere in tutta la sua leggerezza la danza di Salomè, raffigurata nellaffresco di Filippo Lippi che occupa la Cappella maggiore del duomo di Prato. È infatti terminato il restauro, interamente finanziato dal ministero per i Beni e le Attività culturali guidato da Francesco Rutelli, con un contributo della provincia di Prato e della diocesi per la realizzazione del cantiere e della promozione. Lintervento è stato curato dalle due soprintendenze per i beni architettonici e per il patrimonio storico artistico per le province di Firenze, Pistoia e Prato. Con questi lavori si è conclusa anche unampia campagna che a partire dagli anni Ottanta ha interessato lintero complesso del Duomo di Prato: dalla struttura architettonica, alle sculture, ai grandi cicli pittorici come quelli di Agnolo Gaddi e Paolo Uccello. Il restauro dellaffresco, che raffigura le Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista, è cominciato nel 2001 e, oltre ad aver risolto i gravi fenomeni di degrado, ha restituito allopera, nonostante le perdite verificatesi nel corso del tempo, i valori pittorici originari, la trasparenza e la brillantezza dei colori, la forza dei volumi e degli spazi. Tra le cause del degrado la particolare tecnica usata dal maestro, con interi brani dipinti successivamente a secco. Lopera, fu realizzata con uno stile personalissimo per 13 anni, dal 1452 al 1465, fra interruzioni, richieste di denaro, solleciti per la conclusione dei lavori, fughe, verifiche e rinegoziazioni del contratto. Furono anni cruciali anche per la vita personale del pittore che proprio allinizio del 1456, nel periodo centrale dellesecuzione degli affreschi, nominato cappellano nel Convento agostiniano di Santa Margherita, si innamorò della giovane monaca Lucrezia Buti. Dopo averla fatta posare per una pala destinata al medesimo monastero, la convinse a fuggire dal convento portandola a vivere nella sua casa acquistata a Prato. Un anno dopo Lucrezia dette alla luce il primo figlio, Filippino e solo per lintercessione della famiglia Medici papa Pio II concesse ai due nel 1461 lo scioglimento dei voti. Lippi non la sposò mai, ma ne fece la modella immortale e dolcissima dei suoi dipinti, dalla Salomè del ciclo di Prato alla Lippina degli Uffizi, che darà vita ad un vero e proprio genere copiato per secoli.