Palermo. Undici anni dopo il crollo della cattedrale barocca di Noto e a circa un mese da riapertura al pubblico, la magistratura contabile presenta il conto all'unica persona che è stata ritenuta in qualche modo responsabile: Francesco Santalucia, 58 anni, allora responsabile tecnico della Soprintendenza urbanistica di Siracusa, già condannato a un anno e mezzo di reclusione per crollo colposo, è stato citato in giudizio dal vice procuratore generale della Corte dei conti Tommaso Brancato che ne ha chiesto la condanna al risarcimento di 500 mila euro. Una richiesta che lo stesso pm ha fortemente ridimensionato rispetto al danno vero e proprio, quantificato in 13,474 milioni euro, ossia l'importo di aggiudicazione all'Ati Donati spa dell'appalto per la ricostruzione. In realtà al commissario straordinario sono stati accreditati 31,868 milioni di euro e, al 31 marzo 2007, ne erano stati spesi 25,388 milioni. Santalucia, difeso dall'avvocato Giovanni Pitruzzella, dovrà comparire davanti alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il giudizio il prossimo 27 settembre. Il danno erariale che la Procura contesta al funzionario regionale non è legato alla responsabilità diretta per il crollo ma, per la prima volta, viene contestato il «peso» del massiccio intervento finanziario dello Stato. Secondo il pm, infatti, pur trattandosi di un bene privato, di proprietà della Curia di Siracusa, l'indiscusso valore storico e architettonico del monumento, simbolo del barocco della Val di Noto, a sua volta patrimonio dell'umanità, ha giustificato lo stanziamento delle somme necessarie alla ricostruzione. Secondo la Procura contabile, che si basa sulle risultanze dell'inchiesta penale, Santalucia era consapevole della pericolosità statica della cattedrale e, in particolare, del grave dissesto dei pilastri della navata destra, acuitosi dopo il terremoto del 1990. Il crollo della cupola della basilica di San Nicolò avvenne nella notte tra il 13 e il 14 marzo del 1996. Fortunatamente a quell'ora l'edificio era chiuso e non ci furono vittime. Oggi, distanza di 11 anni, dopo un lungo lavoro di ricostruzione, sono risorte la navata centrale, quella di destra, il transetto destro, il tamburo, la cupola e la lanterna. La ricostruzione è stata eseguita con materiali usati all'epoca, come la calcarenite bianca, ma assemblati con le moderne tecniche antisismiche. E finalmente si avvicina la data della riapertura: ufficiosamente si parla del 26 giugno prossimo, ma sarà nei prossimi giorni il prefetto di Siracusa a fissare la data ufficiale.