VALMADRERA (p. zuc.) Esposto alla Soprintendenza regionale contro i progetti dell'amministrazione comunale su piazza Monsignor Citterio. Lo preannuncia il consigliere comunale Antonio Piazza di «Valmadrera città aperta», che in questi giorni sta «costituendo un dossier di immagini». Dalla sua ricerca emergerebbe che «non potrà essere demolito uno dei fabbricati, così come invece previsto dal progetto». Nel mirino di Piazza c'è il palazzo dove, fino a qualche mese fa, era inserito il bar, poi trasferito nel centro culturale «Fatebenefratelli» proprio nella previsione dell'abbattimento. «L'edificio ha più di cinquant'anni e quindi - afferma il consigliere - secondo i dettami della Soprintendenza stessa non può essere eliminato, ma andrà al limite ristrutturato». Questo contrasterebbe col disegno della nuova piazza così come discusso in consiglio comunale fin dal 2003: il progetto prevede proprio la demolizione dei 5mila metri cubi costituiti dal palazzo prospiciente la facciata della chiesa e dalle ali. L'obiettivo è la suddivisione della piazza nei due spazi che fiancheggiano la sede stradale, come un ?boulevard? punteggiato da alberi, panchine, giochi d'acqua. La nuova sistemazione consentirebbe di valorizzare l'ingresso della chiesa di S.Antonio attribuendole un maggior rilievo. «Il palazzo prospiciente, però ? afferma Piazza ? figura in tutte le vecchie cartoline e nelle fotografie d'epoca della piazza: eliminarlo equivarrebbe a distruggere una parte della memoria storica della città». Puntualizza l'assessore all'urbanistica Luigi Dell'Oro: «La decisione su quali immobili si possono abbattere non l'ha presa l'amministrazione comunale. Noi abbiamo predisposto una nostra analisi, ma è poi stata inoltrata proprio ai Beni monumentali di Milano. Da parte del dirigente De Stefani è stato poi effettuato un sopralluogo, sono stati compiuti tutti i necessari approfondimenti e, infine, ai beni patrimoniali del Comune è stato attribuito il relativo valore. Il fabbricato al quale si riferisce il consigliere Piazza - conclude l'assessore - non rientra tra quelli ritenuti meritevoli di particolare tutela». Ma il consigliere Piazza non desiste: «La Soprintendenza si è, in effetti, pronunciata ma proprio sulla scorta della relazione predisposta dal Comune, il quale ha evidenziato alcune situazioni e non altre».