Arriva il vincolo di protezione del Ministero dei Beni culturali sull'area della Molara, a Grottaferrata. La decisione è stata accolta con giudizi contrastanti: molti ritengono che la tutela disposta non sia sufficiente. Pur eliminando gran parte della cubatura (50 su 60 mila metri cubi) prevista nella zona, non basterebbe a garantire la realizzazione del parco archeologico di Tuscolo Molara. E' l'opinione, ad esempio, dell'archeologo Franco Arietti, estensore della carta archeologica di Grottaferrata. Il nuovo vincolo pone sotto tutela una fascia di 50 metri a destra e a sinistra della via Latina. «Si è scongiurata - afferma Franco Arietti - una colata di cemento su un'area archeologica di grande pregio, ma la proprietà ha la possibilità di edificare circa 12 mila metri cubi nella zona non vincolata e questo comprometterebbe la realizzazione del parco archeologico». Il Comune aveva chiesto un vincolo più ampio: 80 metri dal tracciato della via Latina. «Il terreno in questione - prosegue Arietti - è stato acquistata per 28 miliardi delle vecchie lire ed ora con le licenze edilizie in mano, anche se la cubatura è stata molto ridotta, si potrebbe iniziare a costruire». Una via d'uscita sarebbe cedere alla proprietà, da parte del Comune, un'area diversa dove edificare, al posto della Molara. Area che però il Comune non avrebbe a disposizione. «I colli della Molara e del Tuscolo - afferma Filiberto Zaratti, assessore regionale all'Ambiente - rappresentano una ricchezza culturale inestimabile e dovranno essere sottoposte nel nuovo piano territoriale paesistico a vincoli di salvaguardia più restrittivi».