Non parla di «cacciate», né di dissensi con la Regione. «Mi spiace lasciare la presidenza, ma nessuno mi ha mandato via. Semplicemente il mandato di consigliere, che viene rinnovato ogni quattro anni, non mi è stato confermato». Guido Artom dice così addio ai suoi nove anni di presidenza del museo Poldi Pezzoli, «ispirati alle teorie illuministiche di Gian Giacomo Poldi Pezzoli e al suo testamento, su cui si basa lo statuto della fondazione». Il bilancio e un annuncio: il 23 settembre il consiglio sceglierà il nuovo presidente del museo. Un'elezione in assoluta autonomia, come precisa Artom: «E' sempre stato così, e anche questa volta tutto si svolgerà in modo chiaro e diretto». Nemmeno sulla chiamata del presidente Formigoni, che gli avrebbe comunicato il benservito, Artom scatena polemiche. Anzi: «Mi ha ricevuto e mi ha detto dell'avvicendamento. E si è largamente complimentato per l'attività svolta in questi anni». No comment anche sul prossimo presidente. Nei giorni scorsi si parlava della nuova consigliera eletta dalla Regione, l'esperta in eventi e fondazioni culturali, Daria Tinelli Rocca (l'altra nomina è stata assegnata a Paola Ambrosini), ma Artom insiste: «Fino ad oraspiegatutti i presidenti sono stati eletti con assoluta autonomia dal consiglio, come prevede lo statuto, e credo che nessuno cambierà questa regola». Toccherà quindi agli otto rappresentanti di nomina pubblica (due della Regione, due del Comune, due del ministero dei Beni culturali, uno della Provincia, oltre al soprintendente ai Beni artistici lombardi, consigliere di diritto) e ai due privati, eleggere il 23 settembre il nuovo presidente. E anche se nessuno fa pronostici, si parla già di una donna alla guida del museo di via Manzoni. «Se non altro per una questione di numeri, visto che le donne sono ben sette su dieci membri del consiglio», spiegano i membri dell'associazione «Amici Poldi Pezzoli». «Rimane ha spiegato ieri Artom, congedandosi il modello di museo moderno che ho difeso seguendo la volontà testamentaria di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Io ho proceduto basandomi sulla mia esperienza di imprenditore, ma sempre ricercando l'eccellenza e cercando di valorizzare il ruolo pubblico del museo». Parole confermate dal direttore del museo, Annalisa Zanni: «II museo con Artom è uscito nella città, si è aperto a nuove forme d'arte, si è modernizzato. In questo il museo ha agito in una strategia europea senza togliere nulla all'identità del Poldi Pezzoli che è profondamente legata a Milano».