Ben nascosto in un cassetto nella casa di un imprenditore oristanese c'era un vero tesoro. Una decina di strumenti chirurgici di epoca romana che ha fatto la felicità degli archeologi sardi. Bisturi usati dai medici di duemila anni fa, nell'isola non si erano mai visti prima e i militari della guardia di finanza se li sono ritrovati in mano durante una perquisizione. Nella casa dell'imprenditore (la Procura della Repubblica di Oristano ha deciso di mantenere segreto il suo nome) i finanzieri, coordinati dal maggiore Antonio Usel-li, si sono presentati per una verifica fiscale e invece hanno fatto una scoperta considerata eccezionale dagli storici. Gli strumenti, che secondo lo studioso Tanino Decurtas provengono dall'ospedale della vecchia Forum Traiani, sono in mostra da ieri in una vetrina dell'Antiquarium Arborense di Oristano. «Ora possiamo vantare una collezione tra le più importanti del Mediterraneo - ha commentato con entusiasmo il curatore del museo cittadino, Raimondo Zucca - Strumenti chirurgici di epoca romana in Sardegna non ne erano mai stati scoperti, altri sono stati trovati a Pompei e a Rimini, ma sono esposti in pessimo stato di conservazione». I bisturi esposti ieri per la prima volta comunque sono ancora sotto sequestro giudiziario perché l'indagine delle Fiamme gialle non è stata conclusa. Ma la Procura della Repubblica di Oristano ha permesso la loro esposizione nell'ambito della nona edizione della Settimana della cultura promossa dal Ministero per i Beni culturali. Insieme ai dieci bisturi (uno dei quali utilizzato per spalmare il collirio negli occhi), la guardia di finanza ha affidato anche tutto il materiale sequestrato nel corso di un'altra operazione. Anche in questo caso 1 importante scoperta è stata fatta solo per caso: decine di reperti in bronzo di origine nuragica trovati nel cofano di una macchina durante un posto di blocco alla periferia della città. Ben nascosto c'era anche una brocca askoide (e cioè a forma di anatra) dell'Età del bronzo, rimasta integra per più di tremila anni: uno dei due pezzi trovati finora in Sardegna. In più, da ieri, il museo oristanese può mostrare ai suoi visitatori una quarantina di manufatti in bronzo (tra i quali i frammenti del copricapo di alcuni bronzetti e di una barchetta votiva di periodo nuragico), sedici pezzi di pugnali e di lance in bronzo. Tutto materiale recuperato dai militari della finanza.