Con le sue dimore antiche, Villa Adriana in primis, il territorio di Tivoli è una delle zone d'Italia più sorprendenti. Un museo a cielo aperto in cui s'incontrano la villa fatta costruire dall'imperatore Adriano, Villa d'Este, Villa Gregoriana e il complesso di Tempio di Ercole vincitore. Un patrimonio archeologico eccezionale. E che ancora, nonostante sia stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco, non gode di una piena valorizzazione. Villa Adriana e Villa d'Este, ogni anno, richiamano circa un milione di visitatori ma, avverte il direttore generale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio, Luciano Marchetti: «Mancano ancora percorsi didattici, la cartellonistica e tutto ciò che serve a rendere leggibile al pubblico questa zona archeologica». Ma c'è di più. E, purtroppo, di peggio. Passeggiando a Villa Adriana si nota la mancanza della recinzione di sicurezza. Dopo lo sfregio della Barcaccia dei giorni scorsi, che neanche la presenza di videocamere e controlli sono riusciti a prevenire, questi varchi danno di che pensare. Senza contare che i ladri a Tivoli sono già riusciti a rubare due ruspe all'impresa che lavora agli scavi. Due mezzi non proprio minuscoli e facili da "far sparire" nel nulla. «La recinzione di Villa Adriana non è completa. C'è un problema di sicurezza», ammette Marchetti, denunciando che la soprintendenza del Lazio è «a corto di mezzi, di personale e di finanziamenti». Un problema di progressivo depauperamento delle risorse che, purtroppo, riguarda da anni molte soprintendenze territoriali, messe in ginocchio da scarsi o nulli finanziamenti, ma anche dal blocco dei concorsi che non permette di fare assunzioni. Nella soprintendenza del Lazio, però, il problema si è fatto particolarmente acuto, mettendo a rischio il lavoro di tutela e anche quello scientifico. Come accade nel caso di Villa Adriana dove nuove campagne di scavi, per essere avviate, avrebbero bisogno ora di ingenti risorse. «Va meglio a Villa d'Este -spiega Marchetti - nonostante qualche problema di manutenzione dovuto all'impiantistica e alla gestione delle acque. Ma qui è più facile: la villa è più piccola e tutta fuori terra». Nel frattempo, aggiunge il direttore, «stiamo facendo l'appalto per il restauro del Tempio di Èrcole. Qualcosa, insomma, si muove, le idee ci sono, ma manca l'argent per portarle avanti». Un sos che ora è stato raccolto da Ministero e Regione Lazio, che per rispondere alle esigenze del polo tiburtino, hanno appena varato, con Federcultura, un progetto pilota di rilancio della zona. «Un piano di gestione integrata fra Ministero, Regione, enti locali e associazioni che potrebbe poi essere applicato anche ad altre aree», dice l'assessore alla Cultura del Lazio Giulia Rodano. «Abbiamo già fatto uno studio per individuare una cabina di regia per una gestione comune di tutta l'area - conclude Marchetti - per garantire il massimo di visibilità e di sviluppo della zona». L'INIZIATIVA. A Villa d'Este un convegno per l'innovazione Tivoli si candida a divenire un modello a livello nazionale di come la valorizzazione ilei bene culturale possa giocare un ruolo cruciale per lo sviluppo dei territori. con importanti ricadute in termini sociali ed economici. Per approfondire questi temi la direzione regionale peri Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio del MiBAC. la Regione Laio e Federeulture. hanno promosso l'incontro il Polo Tiburtino. Cultura Sviluppo Territorio che si tiene a Villa d'Este venerdì 18 maggio. Intervengono, fra gli altri, il sottosegretario Mazzonis. l'assessore regionale Giulia Rodano, l'assessore Vita della Provincia di Roma, il direttore regionale per i Beni culturali Marchetti. Roberto Grossi di Federeulture. Marie Paul Roudil dell'Unesco. Sofia Bosco del Fai e Alessandro Hinna dell'Università Tor Vergata.