Essendo autore di un volume intitolato Archeologia della salvezza, la presenza di Angelo Bottini al convegno potrebbe suonare beneaugurante per il comatoso Museo archeologico della Provincia di Bari, n suo intervento prolusivo affronterà il tema generale dei musei archeologici in Italia, problemi e prospettive. La situazione di difficoltà e disinteresse intorno al Museo di Bari (ma in qualche modo anche per Taranto) è comune a molti musei archeologici italiani? «In generale - ci risponde Bottini - pesa su tutto il sistema la carenza di risorse, umane ed economiche. La situazione dei musei archeologici sembra in alcuni casi peggiore di quella rivolti al patrimonio artistico, soprattutto per motivi intrinseci alla loro natura, come la difficoltà di tenere il passo rispetto alle nuove scoperte e la necessità di un aggiornamento espositivo ed informativo senza del quale le raccolte sono assai difficilmente fruibili. È un dato di fatto che tutti i grandi musei archeologici statali in questo momento sono già in ristrutturazione oppure avrebbero necessità di grandi interventi, per avviare o completare la loro risistemazione». Angelo Bottini è vissuto a lungo a Bari ed è stato soprintendente archeologico in Basilicata fino al 1996, prestando il suo servizio per un ventennio. Ora è soprintendente a Roma. Alle nostre domande sul malessere del museo barese preferisce, signorilmente, non rispondere. E allora gli domandiamo: quali particolarità e rilevanza hanno i musei pugliesi nel contesto dell'archeologia italiana? «La Puglia vanta uno dei maggiori patrimoni archeologici della Penisola, specie per quanto riguarda l'età preromana; sarebbe dunque del massimo interesse documentare in modo compiuto sia la presenza greca (incentrata su Tarante) che le diverse culture apule (nei restanti capoluoghi)». Vista la mancanza di fondi e di personale nelle soprintendenze, la salvezza può arrivare da una sinergia con le scuole di specializzazione universitarie? 0 questo può comportare incomprensioni e conflitti? «Per la difesa del patrimonio culturale nazionale occorre una politica di collaborazione estesa, secondo il dettato della Costituzione, a tutti i soggetti istituzionali (dallo Stato agli enti locali) e al mondo della ricerca; non è più tempo per mutili gelosie e controversie di bottega, in Puglia come altrove».