Venezia. Decine di cavane e depositi abusivi sequestrati tra porto Falconera e l'argine del canale Nicesolo, cinquantasette persone indagate per invasione di terreni, deturpamento di cose altrui e abusiva occupazione di spazio demaniale. È un primo bilancio dell'operazione "Fishennan's friend" coordinata dal sostituto procuratore Giorgio Gava ed eseguita da una trentina di agenti del Corpo forestale dello Stato. Si è trattato di un lavoro lungo per l'estensione del territorio considerato e la difficoltà di accesso, tanto che le squadre hanno fatto rientro alla base di Treviso solo nel tardo pomeriggio. Il problema riguarda la tutela di un bene paesaggistico e ambientale delicato quale è la laguna di Caorle che nel corso del tempo si è riempito di costruzioni abusive realizzate velocemente e con materiali tipo lamiere, eternit che nulla hanno a che vedere con i tradizionali casoni. Due anni sono stati necessari per censire, con la preziosa collaborazione dell'Ufficio tecnico del Comune, tutte le costruzioni abusive che un po' alla volta hanno contribuito a deturpare la bellezza del luogo in cui si trovano. Anche l'amministrazione comunale non è stata inerte su questo fronte, tanto da avviare le procedure per la demolizione di tutte le costruzioni abusive e il ripristino dei luoghi a spese degli autori degli abusi stessi. Nati come depositi di attrezzature da pesca e ricovero precario per i pescatori, i "casoni" con il tempo sono divenuti parte dell'ambiente lagunare, anche se negli ultimi anni sono stati affiancati da bruite costruzioni realizzate con materiali che quasi sempre sarebbero stati destinati alla discarica. Per tutelare questo delicato ambiente sarà redatto un Piano paesaggistico per la laguna di Caorle, per il quale lo scorso anno era stato raggiunto un accordo tra amministrazione comunale, Regione Veneto e Ministero dei Beni e delle attività culturali. Questo strumento urbanistico, una volta completato e approvato, potrà tutelare una volta per tutte l'integrità del territorio e anche il millenario patrimonio rappresentato dalla tradizione dei casoni Ho il massimo rispetto per la magistratura, per il Corpo Forestale e per i loro compiti, sono però perplesso per quanto riguarda la tempistica di questo provvedimento". Il sindaco Marco Sarto ha accolto così la notizia del sequestro da parte della Procura di Venezia di numerosi "casoni" situati nella zona di Falconera. A dieci giorni dalle elezioni amministrative, nel pieno di una delle campagne elettorali più accese che Caorle ricordi, certamente non poteva essere diversa la reazione del primo cittadino, che nel giro di due giorni ha dovuto subire prima l'interpellanza in consiglio regionale volta a fermare il Piruea di via Roma, poi la mancata assegnazione della bandiera blu e adesso questo provvedimento del tribunale di Venezia. "La giustizia farà il suo corso, come ha sempre fatto - ha concluso Sarto - il provvedimento non è diretto all'amministrazione comunale ma ai privati possessori dei casoni; voglio comunque ricordare che da tempo ci stiamo battendo per la realizzazione di un Piano pesaggistico ambientale della laguna e dei casoni che possa finalmente dare certezza alla situazione di Falconera e possa garantire la conservazione e la valorizzazione di un'area tanto significativa dal punto di vista ambientale ed etnografico",