«Com'è che in questa pinacoteca ci sono soprattutto santi e Madonne?». A Brera possono capitare domande come questa. Anche qui sono tanti i visitatori che entrano senza nulla sapere di ciò che vedranno. Si aggirano spaesati, le didascalie non li aiutano granché, in certi angoli è buio pesto, e allora parlano da soli, come a farsi coraggio. Ma qualcosa è cambiato anche in queste sale: oggi, alla giusta risposta provvede ("assistente tecnico museale"), il più delle volte in un bel sorriso femminile. Le donne assegnate in supporto alla Pinacoteca di Brera da un concorso statale sono infatti in maggioranza: 16 contro 8. Una presenza, questa dei precari (è tale la loro condizione), che ha contribuito non poco a rendere più gradevoli le visite ai "milanesi" Mantegna, Bellini o Piero della Franccsca. Incredibile a dirsi, le guide -perché, in sostanza, i 24 assistenti guidano i visitatori tra periodi storico-artistici diversi, tendenze e scuole, grandi autori e comprimari - lavorano a Brera da ben quattro anni, eppure il pubblico non è del tutto a conoscenza di una tale opportunità. «Sì - confermano gli assistenti -, chi paga il biglietto non sa che oltre a offrire un servizio in pinacoteca, noi prepariamo tutta un'altra serie di attività». Ed eccole, le sorprese che l'austera pinacoteca offre al pubblico grazie all'ausilio dei suoi giovani - dai 24 ai 37 anni - assistenti: un calendario mensile comprendente itinerari tematici (dall'"architettura dipinta" alla "iconografia dei santi", da "il ritratto" al "Rinascimento lombardo" e al "vedutismo veneto"); l'indicazione dell'"opera del mese" (per questo settembre, l'orologio storico posto in cima allo scalone d'ingresso, mentre già si prepara una visita particolare davanti alla "Madonna della Candeletta" di Carlo Crivelli); programmi per bambini al sabato e la domenica (un esempio: scoprire i nomi dei santi raffigurati nei dipinti). Gli assistenti di Brera sono quasi tutti laureandi o laureati, "sopravvissuti" al severo concorso del '99. L'impegno è per tre giorni alla settimana, diviso in due turni di 6 ore. Guadagnano poco, veramente poco: 390 euro al mese, e, dopo alcune proroghe, non sanno se saranno confermati oltre il 31 dicembre, scadenza dell'attuale ingaggio. Una vita da precari, come precari sono i "giubilari", gli addetti alla vigilanza. Eppure, grazie anche a loro, nei musei si respira aria diversa: forse ci vorrà ancora tempo, perché il pubblico -non abituato a tanta grazia, lo abbiamo detto - comprenda che anche nelle sale italiane può trovare, gratuitamente, competenza e disponibilità, ma il beneficio è già evidente. Nicoletta, 33 anni, così sintetizza l'opportunità che è oggi nelle mani delle pubbliche istituzioni: «Vogliamo dimostrare che anche lo Stato può offrire tanto. E che non solo il privato può far bene, se vengono impiegate le persone che hanno voglia di fare». E che i 24 assistenti di Brera abbiano voglia di fare è ormai assodato. Le curiosità dei visitatori non rimangono lettera morta: se la risposta non è possibile su due piedi, i ragazzi col cartellino al petto si danno da fare per documentarsi anche a casa (in orario di lavoro, in pinacoteca non si può, sic), leggendo libri e documenti propri. Ora hanno rivolto alla soprintendente Maria Teresa Fiorio la richiesta di poterlo fare nella biblioteca interna. Una richiesta più che ragionevole, alla quale -siamo certi - la soprintendente non dirà di no.