Cara "Liberazione", giacché ci troviamo nella settimana della Cultura, organizzata dal ministero per i Beni e le Attività culturali, trovo che sia opportuno aprire (ulteriori) fronti di discussione e protesta sulla controversa applicazione dell'antiquata normativa n. 633 del aprile del 1941 (poi aggiornata dal ministro Urbani nel 2004) sul copyright che punisce le violazioni sui diritti della proprietà intellettuale. In materia le disposizioni della Comunità Europea sono altrettanto severe e anche esse non tengono conto delle differenti misure che dovrebbero essere adottate tra chi di un'opera culturale ne fa un uso arbitrariamente commerciale (vedi le contraffazioni) e chi, senza scopo di lucro, se ne serve per solo fini didattici-formativi-conoscitivi. Diversi istituti scolastici, biblioteche, comitati di docenti ed operatori culturali, associazioni di consumatori, dopo il caso di un professore di Cesena, che è stato denunciato per aver caricato sul proprio sito le immagini di 74 dipinti protetti dal diritto d'autore, hanno da tempo intrapreso una protesta sulla rigidità adottata dalla Siae nel far rispettare una legge che è ingiusta e va sottoposta a degli aggiustamenti. Chi protesta non chiede di andare contro gli interessi di un autore, rivendica solo il concetto dell'equo utilizzo. Esattamente come avviene negli Stati Uniti (per una volta si possono prendere per un buon esempio) dove una norma in vigore permette di utilizzare e pubblicare materiale sotto il copyright nei casi in cui non ci siano finalità di profitto. In Italia e in Europa la legge così come è impostata penalizza nella sostanza tanto il principio del diritto al libero e democratico accesso all'informazione quanto la diffusione dei saperi e delle arti promossa, senza alcun ritorno commerciale, da scuole e biblioteche, docenti ed operatori culturali. E' paradossale continuare a tollerare una condizione dove, per esempio, da una parte un editore (vedi la Rai-Emi) lancia la promozione di collane di film, documentari da destinare per fini didattici a scuole e biblioteche e rivendicare poi sulla proiezione (collettiva e gratuita) l'applicazione di una norma che, sottilmente.è subdola e tutela privilegi monopolistici. Mimmo Mastrangelo assessore alla Cultura di Moliterno (Pz)