Padoa Schioppa accende il semaforo verde. Si può spendere un po'. E chi sono i primi ad incassare? I partiti, ovviamente. E più in generale i palazzi che contano. Il ministro del l'Economia ha infatti appena approvato un decreto che varia gli accantonamenti sulle dotazioni di Bilancio. In pratica, il provvedi mento sblocca alcuni fondi che erano stati «sigillati» per evitare il lievitare della spesa. Si allentano insomma i cordoni della borsa senza però che il totale cambi. La relazione tecnica spiega che «i disaccantonamenti proposti (riguardanti in gran parte i trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche: Agea, Istat, Presidenza del consiglio, Coni, enti lirici) sono stati compensati con maggiori accontonamenti nell'ambito degli stessi ministeri». Tolgo da una voce e metto in un'altra. La nota del ministero evita però di citare che il sesto assegno più cospicuo riguarda proprio la politica: quasi 26 milioni di euro sono per il contributo alle spese elettorali dei partiti, il vecchio finanziamento pubblico. La fetta maggiore, tuttavia, è per il Coni che si aggiudica il principale fondo sbloccato, 56 milioni e mezzo. Possono sorridere anche il vicepremier (e ministro dei Beni culturali) Francesco Rutelli e gli artisti che pendono dal Fus, il fondo unico dello spettacolo, che sta per essere rimpinguato con quasi 35 milioni. Ai quali vanno aggiunti anche altri 20 milioni che riguardano il fondo per le fondazioni lirico-sinfoniche. Sono invece 34 i milioni che arriveranno alla Ricerca sulla voce del dicastero di Fabio Mussi che proviene dal 5 per mille, mentre altri 26 sono per l'agenzia per l'agricoltura (Agea, che dipende al ministero del prodiano Paolo Di Castro), che riceverà questa somma per i rimborsi ai coltivatori diretti. Cifra analoga anche per la presidenza del Consiglio che la utlizzerà per il fondo destinato al servizio civile. Ma a Palazzo Chigi tirano un sospiro perché vedranno arrivare nelle casse 15 milioni per il funzionamento della presidenza e altri 20 invece che serviranno al servizio editoria, in particolare per il capitolo agenzie di stampa. Alle Ferrovie 22 milioni. Si spalancano anche i forzieri dell'Istat dove sta per giungere una ventina di milioni. Una decina occorrerà al fondo canoni di locazione. Può dichiararsi soddisfatto anche Arturo Parisi visto che la tanto bistrattata (dalla sinistra radicale) Difesa incassa circa 7 milioni per le spese relative ai programmi interforze e altrettanti per l'ammodernamento e il rinnovamento del comparto. Padoa non ha voluto farsi mancare nulla. Quasi sei milioni sono per spese e acquisti del suo dicastero, altri 9 per il dipartimento politiche fiscali, 7 e mezzo per spese generali di funzionamento, ancora 4 per l'informatica di servizio. Poi ce ne sono altri 7 e mezzo andranno via per i compensi ai componenti le commissioni tributarie. Discorso a parte riguarda il ministero degli Esteri guidato da Massimo D'Alema. Cambiano tante voci ma nessuna di grandissimo rilievo, almeno non tale da entrare nella top ten. Per esempio 1,3 milioni sono per il segretario generale della Farnesina, 271mila per il cerimoniale diplomatico della Repubblica, 7,3 per gli uffici all'estero, oltre nove per spese acquisto di Beni e servizi, 2,3 per il servizio stampa e informazione, tre e mezzo per il servizio informatica, 800mila per il noleggio, trasporto e installazione di computer, 344mila come contributo all'istituto agronomico per l'Oltremare e altrettanti per la collettività italiana all'estero, 852mila per direzione per gli affari politici e i diritti umani (in particolare per la solidarietà internazionale). E poi altri piccoli contributi: 20mila euro alla Maison de l'Italie della città universitaria di Parigi e 38mila all'associazione culturale Villa Vigoni di Menaggio. Al ministero della Salute, Livia Turco potrà beneficiare di 1,5 milioni per l'assistenza sanitaria agli stranieri mentre a quello dei Trasporti Alessandro Bianchi si troverà nel portafoglio 749mila euro per le indennità di missione, compensi e rimborso spese di trasporto a carico dei privati e un altro milione e mezzo per il fondo per favorire la demolizione del naviglio cisterniero obsoleto.