Egregio dottor Gargano, c'è una nuvola nera sopra il cielo di Anacapri, e non è quella di un temporale di tarda primavera. Nuvola nera che incombe minacciosa e che ora le racconto. Sono vicesindaco di Anacapri, ma la penna che mi spinge a scrivere non è quella di amministratore ma di cittadino. Un cittadino allarmato che vede segni sinistri avvicinarsi; segni che annunciano piogge di cemento e di speculazione su uno dei tenitori più belli di Capri, e dunque del Mediterraneo, e dunque del mondo. Sì, lo pensa il mondo intero che il tratto di costa che attraversa il Sentiero dei Fortini tra il Faro di Punta Carena e la Grotta Azzurra sia una meraviglia del pianeta. Fragile meraviglia, seppure quei fortini resistono da 200 anni e il contesto naturale che li avvolge è di bellezza primordiale. Un'oasi con vitigni antichi, carrubi, ulivi degradanti verso il mare, calette incantate, il giallo delle ginestre, il profumo di lavanda e rosmarino, il passaggio di uccelli migratori. Un patrimonio collettivo miracolosamente salvaguardato. Un Eden di flora e fauna che ha pochi riscontri nel mondo. Eppure, c'è chi pensa di poterne fare a meno. Di quel comprensorio irripetibile, ben 35.000 mq. andranno all'asta il 23 maggio a Milano. Un'asta pericolosa alla quale il Comune di Anacapri parteciperà per tentare di aggiudicarsi quei 35.000 mq e poterli difendere da scaltri pensieri di cemento. L'impresa è disperata: già so di rilanci d'asta fuori da ogni logica e controllo: una premessa che potrebbe far partire perdente il Comune di Anacapri, che invece si batterà a denti stretti affinchè non si corra il rischio di perdere la parte più intatta del proprio paradiso. Un'asta con rilanci (battute al rialzo) che puzza di sospetto e speculazione. È un appello il mio, fatto con il cuore in mano a difesa di questa costa, del suo destino oggi così pericolosamente incerto. C'è un rischio concreto, impellente: dietro l'angolo è pronto l'arrembaggio di corsari tutt'altro che romantici. Corsari dalla cazzuola! facile, la ruspa ingorda come uno sciacallo, e grevi sogni dì tondini e cemento. Mi tormenta anche il dubbio che forse non tutti i miei concittadini abbiano davvero compreso la gravita della vicenda. Il danno irreversibile che il nostro paesaggio, la scheggia più bella del Mediterraneo, venga compromessa senza soluzione. Mi chiedo tante cose in questa corsa contro il tempo. Mi chiedo, forse con malizia, quale può essere l'interesse di una società privata a volersi ad ogni costo accaparrare un terreno che è protetto da tutti i vincoli previsti dalle leggi, Sapendo, come è poi spesso facile e possibile aggirare l'ostacolo, eludere le norme, prevaricare le leggi e il buon senso. Mi chiedo chi siano questi corsari in guanti bianchi. Siamo di fronte a dei naturalisti? A contadini che vogliono piantare nuovi vitigni e orti di melanzane e pomodori? A mecenati che sognano di mandare i bambini di Anacapri a giocare con gli aquiloni sulle rocce della costa? Oppure c'è uno staff di bucanieri, con gli occhi per nulla bendati e intenzioni torbide e non certo trasparenti come il mare della nostra Isola? E un appello, le dicevo: mi piacerebbe che coloro che hanno voce, risonanza, autorevolezza, facciano proprio il problema urgente e contingente di Anacapri. Lo chiedo a Francesco Rutelli, a Pecoraro Scanio, ad Antonio Bassolino e Riccardo di Palma, a tutti i mass-media, e agli imprenditori come Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo che Capri amano da sempre. Sogno che in qualche modo facciano sentire la loro autorevole parola. A nome del Comune di Anacapri chiedo un sostegno solidale: un coro che si levi a scongiurare la piaga purulenta del cemento. Da cittadino, imploro che l'opinione pubblica prenda consapevolezza del temporale sporco e nero che sta per arrivare. Che si indigni, in nome di un'isola e del suo cuore pulito. Francesco Cerrotta Il vicesindaco di Anacapri lancia un appello accorato. La speranza è che sia raccoIto: benvenuto il coro a difesa dì un frammento incontaminato dell'isola famosa. Però, se sarà accompagnato da qualche aiuto concreto, di certo andrà meglio.
Aiutateci a salvare il paradiso di Anacapri
Il vicesindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta, scrive un articolo di giornale per allarmare la comunità sulla minaccia di un'asta per l'acquisto di 35.000 mq di terreno sulla costa di Capri. Il terreno, che fa parte del Sentiero dei Fortini, è considerato un patrimonio naturale unico e fragile. Cerrotta teme che l'asta possa essere manipolata e che il terreno venga compromesso dalla speculazione e dal cemento. L'articolo è un appello alla comunità e agli imprenditori per difendere il patrimonio naturale di Capri e per evitare che il terreno venga compromesso. Cerrotta chiede un sostegno solidale e un coro di protesta contro la piaga del cemento.
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