S'inaugura oggi a Venezia la decima edizione del Premio Impresa e Cultura Un concorso nazionale che premia le aziende che considerano la cultura un asset strategico per distinguersi sul mercato Per Anna Zegna, presidente della Fondazione omonima, l'investimento in cultura si traduce con "coerenza fra identità e immagine di impresa. Condivisione con le organizzazioni con le quali si opera e visione a lungo termine, che non permette di immaginare soltanto il futuro dell'azienda ma della società nella quale essa opererà domani". E' questa una delle più importanti testimonianze con cui si apre oggi a Venezia la decima edizione del Premio Impresa e Cultura, il concorso nazionale che premia le aziende che considerano la cultura un asset strategico per distinguersi sul mercato. Nato da un'idea di Bondardo Comunicazione, il Premio conta oggi sulla collaborazione di Regione Veneto, Ice e Confindustria e il patrocinio della Commissione Europea, della Presidenza del Consiglio e dai ministeri degli Esteri, delle Infrastrutture e Beni culturali. Un biglietto da visita importante, che evidenzia non soltanto l'apprezzamento che l'iniziativa si è conquistata nel tempo, ma anche la costante crescita di interesse. In dieci anni infatti sono cresciuti gli investimenti, la consapevolezza e il numero di imprese che credono nell'investimento culturale. Oggi l'Osservatorio Impresa e Cultura che affianca il Premio, ne conta un migliaio, cui si aggiungeranno le 139 aziende che si sono iscritte all'edizione 2007. Tutte insieme, fotografano un fenomeno che si è ormai diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia ma che rimane ancora limitato quanto a valore di investimento per singola impresa e non sfrutta appieno le opportunità offerte dalla normativa sugli incentivi fiscali. Il 59 delle imprese in gara ha dichiarato infatti di conoscere la legge, ma soltanto 13 imprenditori su 139 l'hanno utilizzata. Secondo i dati diffusi dall'Osservatorio, a investire in cultura sono soprattutto le piccole imprese (48), mentre le grandi e le medie rappresentano rispettivamente il 31 e il 20. Questo accade perché l'investimento in cultura riesce a garantire ottimi risultati anche a fronte di investimenti contenuti e rappresenta una consolidata strategia per "reggere in momenti di crisi". Non bisogna stupirsi dunque se il totale degli investimenti per il triennio delle imprese analizzate non supera l'1 dei fatturati, perché fondamentali saranno le scelte strategiche e la tipologia di investimento prescelta. Tra queste, le imprese dimostrano una particolare predilezione per le arti visive come pittura, scultura, fotografia e media art (37), subito seguite da investimenti nella promozione territoriale (11), musei d'impresa e collezioni aziendali (9). Piccole percentuali vanno infine a danza o a iniziative di carattere sociale. In questo contesto in continua evoluzione, il Premio Impresa e Cultura vuole mettere in luce e incoraggiare le imprese, piccole, medie e grandi che realizzano progetti culturali coniugando risultati aziendali a benefici per il territorio e la collettività. Una meta ambiziosa, ma condivisa anche con Intesa Sanpaolo, De Agostini Periodici, Enel, Gioco del Lotto Lottomatica, Hay Group, Il Giornale dell'Arte, Il Sole 24 Ore, Microsoft Italia, RCS Periodici e Touring Club Italiano, gruppi di grande prestigio che collaborano con Bondardo Comunicazione all'avvenimento.