Al Salone del libro di Torino la Sicilia non è stata assente. Sin dalla festa di anteprima, Camilleri è stato citato - e recitato - come uno degli autori più ammirati dal pubblico negli ultimi venti anni. Non pochi gli editori, più o meno giovani, che hanno esposto le novità (tra cui Sellerio, Flaccovio e Di Girolamo) e gli autori invitati ad incontrare i lettori (tra gli altri Gaetano Savatteri, Giovanni Ventimiglia, Silvana La Spina e Roberto Alajmo). Cè stato anche - impreziosito da libri antichi, stampe e disegni della Fondazione "Ignazio Mormino" - Banco di Sicilia. Eppure è stata una presenza monca. A differenza di altri anni, in cui la Sicilia è stata rappresentata anche istituzionalmente da uno stand dellamministrazione regionale, e a differenza di altre manifestazioni del genere alle quali la Regione partecipa regolarmente, questanno lassessorato alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali non ha predisposto nessuna partecipazione al Salone di Torino. Così mentre il Friuli Venezia-Giulia o lUmbria, la Sardegna o la Campania, il Piemonte o il Veneto hanno, moltiplicato giornalmente le offerte di dibattiti, proiezioni, spettacoli musicali e degustazioni per promuovere la produzione libraia delle rispettive aree di provenienza, la Regione siciliana si è fatta notare per la sua assenza. Già: e non è un modo di dire. Infatti, dopo tanti anni di partecipazione (pur con le disfunzioni ed i limiti che da queste colonne ho avuto modo di segnalare lanno scorso), non pochi visitatori si aspettavano di trovare lo stand e chiedevano - invano - dove si trovasse. Hanno potuto ripiegare sugli spazi (per la verità non esaltanti né per lestetica dellallestimento né per la vivacità delle iniziative culturali) della provincia regionale di Siracusa e della città di Porto Empedocle (la Vigàta del commissario Montalbano). Abbiamo cercato di capire a cosa sia stata dovuta questa defaillance, ma ci sono state date risposte ipotetiche. Pare che lassessorato si sia dimenticato di istruire le pratiche burocratiche necessarie, e che la stessa presidenza dellassociazione degli editori siciliani si sia dimenticata di attivarsi per prevenire la dimenticanza. Incontrando il pubblico, Moni Ovadia ha raccontato la storiella del politico che pretende di entrare ad una mostra darte pur avendo dimenticato a casa la carta didentità e che, allobiezione delladdetto («Poco fa non abbiamo fatto entrare neppure Picasso, finché non ci ha dimostrato chi fosse») ha candidamente risposto: «Va bene, mi ha convinto. Ma, scusi, Picasso chi è?» Laneddoto è ambientato in Unione Sovietica: ora che quel regime non cè più, non ci resta che sperare intensamente nellimpossibilità che il suo raggio dapplicazione si estenda anche in aree geopolitiche distanti dagli Urali. Per il momento, possiamo limitarci ad unamara constatazione. Qualche tempo fa lamministrazione regionale scriveva come didascalia sotto splendide vedute naturalistiche dellisola: «Sicilia. Tutto il resto è in ombra». Almeno in questa occasione il messaggio che si sta lanciando è il paradossale rovesciamento dello slogan.
A Torino Sicilia in ombra. La Regione dimentica di aprire un suo stand Celebrato - Camilleri tra gli autori isolani
Al Salone del libro di Torino, la Sicilia non è stata rappresentata in modo significativo. Nonostante la presenza di alcuni editori e autori siciliani, la Regione non ha predisposto alcuna partecipazione al Salone. Ciò è stato notato dai visitatori, che hanno cercato invano lo stand della Regione. La causa della mancanza è stata attribuita a una dimenticanza dell'assessorato alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali, e alla mancanza di attività dell'associazione degli editori siciliani. Alcuni hanno anche suggerito che la Regione si sia dimenticata di istruire le pratiche burocratiche necessarie. Il messaggio che si sta lanciando è il paradossale rovesciamento dello slogan "Sicilia.
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