Quattro progetti per valorizzare gli aspetti storico-archeologici del parco naturale: lifting anche per il sito di Ranvalle. La caverna di Camerlata da cui sono stati estratti i massi per ricostruire il castello verrà riconvertita e ospiterà concerti Non solo scampagnate e pic-nic, che nel migliore dei casi finivano con un'ascesa in cima al Castel Baradello, indimenticabile soprattutto per chi soffriva di vertigini viste le condizioni pietose della scale. I bambini del Duemila conserveranno ricordi più vivaci e variegati della Spina Verde che, dopo quasi tre lustri dall'istituzione dei parco regionale, ha in programma cinque progetti per rendere fruibili alcuni dei punti più significativi. Oltre a quello per aprire la torre del Barbarossa ai turisti e ai disabili, attualmente al centro di una querelle tra l'ente parco e la direzione regionale per i Beni culturali (si veda il box a lato), quest'anno ne verranno realizzati altri quattro. Il più impegnativo dal punto di vista finanziario (200mila euro) mira a proseguire il recupero della Linea Cadorna, ovvero trincee e fortificazioni della Prima guerra mondiale, recentemente iscritte nell'elenco dei beni culturali tutelati dallo Stato. Dopo un periodo di abbandono durato più di novant'anni, la riqualificazione del «percorso delle tattiche militari» è cominciata nel triennio 2004-2006 per iniziativa dell'Associazione nazionale alpini, in collaborazione con il Consorzio Parco Spina Verde. Il nuovo intervento si concentrerà su «alcune postazioni in caverna che andranno opportunamente ripristinate e messe in sicurezza per la visita da parte degli escursionisti». Sono previsti «sfalci, taglio degli alberi pericolanti, messa in sicurezza delle scarpate, posa di cartellonistica esplicativa e didattica, in modo da porre le condizioni sufficienti alla percorribilità e alla visibilità» delle opere belliche, peraltro mai utilizzate, perché il temuto attacco dei tedeschi attraverso la Svizzera non sì concretizzò. Il secondo progetto, da 100mila euro, è finalizzato al recupero della cava di Camerlata. Si tratta di una «strana e imprevedibile grotta formata dagli scavi di pietra molerà protratti per secoli.», come si legge nella relazione presentata dal consorzio che gestisce il parco. È localizzata sul retro del roccìone che si vede da piazza Camerlata, quello su cui ardimentosi leghisti hanno dipinto il loro stemma. «Sarà necessario anzitutto effettuare una radicale pulizia delle pareti rocciose dalla vegetazione», e poi andranno sistemati i sentieri d'accesso, per arrivare ad attrezzare l'antro «per comunicazioni didattiche ed eventi con sedute e una pedana realizzate in legno, di minimo impatti visivo e totalmente rimovibili». Un altro punto da valorizzare è l'abitato protostorico di Pianvalle. diviso in due settori: uno caratterizzato dalla presenza del roccione con le incisioni rupestri; l'altro dai resti di basamenti delle capanne costruite in pietra a secco. Il sito archeologico è stato portato alla luce con una serie di scavi iniziati nel 1971, ma da anni patisce l'incuria. Il progetto di riqualificazione da 38mila euro prevede: «La ricostruzione del parapetto in legno che cinge i due settori: la realizzazione di alcuni tratti di gradini in legno per facilitare la percorribilità in particolare modo delle scolaresche: la posa di alcune panchine per la sosta e il riposo lungo i due percorsi ad anello; la posa di un tavolo con panchine in sostituzione di quello esistente vetusto: la sostituzione dei cartelli esplicativi esistenti». Proprio alla cartellonistica è dedicato il quarto intervento: nuovi cartelli segnaletici, nuovi pannelli con la spiegazione del regolamento del Parco, segnaletica per chi arriva dalle principali strade di Corno. Il tutto per una spesa di circa 36mila euro. «I progetti relativi a Pianvalle e alla cartellonistica - afferma il presidente del Parco della Spina Verde Giorgio Casati - sono già operativi e partono prima dell'estate. Gli altri due sono stati approvati nel bilancio del consorzio e attendiamo l'arrivo dei fondi regionali: in entrambi i casi i lavori dovrebbero iniziare entro l'anno». Casati tiene in particolare al recupero della cava: «Ha anche una bella acustica, potrebbe ospitare dei concertini».