Parlamentari e ambientalisti a convegno promosso da Campidoglio e Italia Nostra Antenna selvaggia, un convegno e una protesta. Una doppia battaglia che ha visto confrontarsi parlamentari e ambientalisti da una parte; cittadini sul piede di guerra dall'altra. In contemporanea, mentre si dibatteva nel convegno promosso dalla Commissione cultura del Campidoglio, presieduta da Pino Galeota, e da Italia Nostra, gli inquilini di via della Camilluccia 19 hanno tentato di bloccare l'installazione di due antenne Wind sul palazzo di di proprietà Enasarco dove è già presente un megaripetitore. Su richiesta dei manifestanti, che hanno dato vita al «Comitato della Camilluccia», sono intervenuti anche i Carabinieri. La protesta dura da giorni: il 9 maggio gli inquilini avevano fermato i tecnici che stavano portando il materiale per l'installazione delle antenne. Poi, il 14 maggio, avevano costretto ad allontanarsi la gru che pretendeva di innalzare fino al tetto i ripetitori passando attraverso una vicina proprietà privata. Ieri, invece, i tecnici hanno sezionato le antenne in più parti, portandole a mano attraverso le scale suscitando le proteste dei condomini e dei proprietari dei palazzi vicini. «Il comitato Camilluccia contro l'elettrosmog - affermano - percorrerà tutte le strade, incluse quelle legali per bloccare questa ennesima prevaricazione. E fa presente che non sono state fatte le opportune verifiche sulla staticità del palazzo, che dovrebbe sostenere pesi enormi». Ma è «necessaria una legge nazionale per risolvere la questione dell'inquinamento visivo e paesaggistico», ha detto Pino Galeota, al convegno «Antenne, parabole e climatizzatori: una sfida per riqualificare il nostro bel paese». «Abbiamo costituito un comitato per portare avanti una battaglia seria - ha aggiunto Galeota - e chiediamo la costruzione di un tavolo di discussione presso il ministero dei Beni Culturali». Della stessa opinione Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera, che ha confermato l'interesse per istituire una legge sui centri storici da inserire all'interno di una norma generale per la salvaguardia dei paesaggi urbani: «L'interesse è quello di riparare i danni esistenti ed evitarne di nuovi, specialmente per la salute dei cittadini». E sono stati presentati i risultati di una ricerca avviata dalla commissione Cultura e da Italia nostra sul degrado paesaggistico del centro e delle periferie della capitale. Giuseppe Lobefaro, presidente del I Municipio, ha commentato: «Siamo pieni di uffici e commissioni di controllo, ma purtroppo l'eccesso di tutela formale del paesaggio urbano, non diventa mai sostanziale».