Inaugurata nel palazzo di Porta Portese costruito da Luigi Moretti una mostra sull'architetto NEL giorno in cui viene restituita ai romani l'ex sede della Gioventù Littoria a Porta Portese, capolavoro del razionalismo dell'architetto Luigi Moretti, si alza di nuovo un appello perché venga riconsegnata alla città un'altra opera dello stesso architetto, la Casa delle Armi al Foro Italico, per decenni aula bunker per processi di mafia e ora, come ha denunciato ieri il Direttore dell'Archivio Centrale dello Stato, Aldo Ricci, occupata «da un pugno di carabinieri». La questione è stata sollevata all'inaugurazione della mostra allestita nell'ex Gil con i disegni dell'architetto Moretti, promossa dalla Regione Lazio, al cui demanio appartiene l'edificio, e realizzata in collaborazione con l'Archivio Centrale e l'Università La Sapienza. «Avremmo voluto ospitare questa mostra nei locali della Casa delle Armi, un'altra opera straordinaria di Moretti», ha detto Ricci, «ma purtroppo questo è impossibile perché l'edificio, e soprattutto la splendida Sala della Scherma, sono ancora occupate da un pugno di carabinieri, nonostante il tribunale abbia deciso di restituire quegli ambienti». Dell'ex Gioventù Littoria è stato riportato all'antico splendore l'atrio d'ingresso e l'ala in cui erano collocate le palestre "all'aperto", che poi, negli anni, erano state chiuse da pareti. Con un budget abbastanza ridotto - 400 mila euro del demanio regionale, più altri 170 mila euro dei fondi della cultura della Regione - si è potuto intervenire con un'operazione di restauro delicata, soprattutto per la sala in cui è custodito parte di un affresco di Mafai. Altri 700 mila euro sono stati stanziati per completare il recupero del palazzo. Qui, fino al 31 maggio, nel centenario della nascita di Moretti, è allestita la mostra con i disegni e i bozzetti del suo archivio: alle pareti fotografie della Bauhaus di Gropius riannodano i nodi culturali con la Germania e con gli Stati Uniti, nel grande crogiolo dell'architettura del '900. «La nostra ambizione», ha detto l'assessore regionale alla cultura Giulia Rodano, «è quella di fare di questo palazzo una vetrina della regione Lazio a Roma. Per questo all'interno delle sale recuperate si terranno mostre, ma anche incontri, convegni, e, in un futuro molto vicino, qui potrebbero trovare posto un centro del cinema e degli audiovisivi, fino agli uffici della Film Commission. Anche perché il cinema era nella vocazione originale di questo edificio». Continua ad essere rimandata invece la creazione del Museo dello Sport, che avrebbe dovuto essere allestito proprio nella Casa delle Armi, annunciata come imminente nel giugno del 2005 dal sindaco Veltroni e dall'allora ministro di Grazia e Giustizia Castelli, che in quella data avevano raggiunto un accordo per svuotare i locali della Sala della Scherma dalle carte dell'archivio della Corte d'Assise. Da allora sono passati due anni, ma la Sala della Scherma di Moretti resta chiusa.