«Salviamo Villa Ada dal degrado e dal cemento: no ad un museo nel sottosuolo del Parco». È l'appello lanciato al sindaco Veltroni, dal Comitato per la Bellezza e firmato, tra gli altri, da Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Filippo Ciccone, Vezio de Lucia, Gaia Pallottino e tanti altri. «I dieci anni dalla legge per Roma Capitale permettono di evidenziare alcuni punti che mancano all'attuazione di questo importante strumento per la salvaguardia e la tutela del patrimonio -scrive il comitato - tra questi figura anche l'esproprio della parte di Villa Ada che rischiava, in quegli anni, di subire l'ennesimo attacco della speculazione edilizia». «Nel 1997 Villa Ada fu aperta al pubblico. Da allora fu avviato un complesso progetto finalizzato al recupero e alla valorizzazione degli immobili storici presenti all'interno del parco», ricorda ancora il comitato. «La proposta del Comune di realizzare il Museo del Gioco e del Giocattolo nei casali delle ex-scuderie reali può rappresentare un primo passo per arricchire il parco e restaurare parti importanti del patrimonio storico - aggiungono ambientalisti e urbanisti - tuttavia è motivo di allarme e preoccupazione la pesante modifica al progetto iniziale con l'inserimento di una parte del museo in locali realizzati ex-novo nel sottosuolo. Scelta che non si può condividere. Intanto perchè Villa Ada è anch'essa zona archeologica importante. Poi perchè costruire nuove cubature, circa 15.000 metri cubi, all'interno di un'area protetta vuol dire investire risorse che potrebbero, viceversa, essere destinate al recupero di altri edifici o al restauro del patrimonio naturale e archeologico».