Non si sono ancora placati gli strascichi della diatriba tra Paolucci e Domenici sulle competenze nella gestione del David di Michelangelo e circa un eventuale trasferimento del capolavoro-mito in altra sede rispetto a quella attuale, ovvero la Galleria dell'Accademia. Paolucci ha definito la questione, usando un'espressione tipica della tradizione popolare cittadina, «un ribobolo fiorentino, una cosa da teatro di Vanda Pasquini», sottolineando la propria posizione: «Io, da storico dell'arte, so solo che il David sta lì dal 1873 e che nessuno lo muoverà dalla sua attuale collocazione, citata in tutto il mondo come esempio di museogratìa celebrativa. Queste cose o si sanno, o non si sanno: io le so, altri no, e allora le studino». Quanto alla richiesta del Comune di ricevere parte dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso per la visita al David, il soprintendente ha osservato: «II ricavo dei biglietti può andare anche tutto al sindaco, non farei nessuna obiezione su questo. Ma ricorderei che allora qualcuno dovrebbe risarcire tutte le spese sostenute fino ad oggi dallo Stato a partire dal 1873, quando la statua fu rimossa da piazza della Signoria, per fare il museo e curare l'allestimento».
Storia di una diatriba infinita Al centro, la gestione del David
Non si sono ancora placati gli strascichi della diatriba tra Paolucci e Domenici sulle competenze nella gestione del David di Michelangelo e circa un eventuale trasferimento del capolavoro-mito in altra sede rispetto a quella attuale, ovvero la Galleria dell'Accademia. Paolucci ha definito la questione, usando un'espressione tipica della tradizione popolare cittadina, un ribobolo fiorentino, una cosa da teatro di Vanda Pasquini, sottolineando la propria posizione: Io, da storico dell'arte, so solo che il David sta lì dal 1873 e che nessuno lo muoverà dalla sua attuale collocazione, citata in tutto il mondo come esempio di museogratìa celebrativa. Queste cose o si sanno, o non si sanno: io le so, altri no, e allora le studino. Quanto alla richiesta del Comune di ricevere parte dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso per la visita al David, il soprintendente ha osservato: II ricavo dei biglietti può andare anche tutto al sindaco, non farei nessuna obiezione su questo. Ma ricorderei che allora qualcuno dovrebbe risarcire tutte le spese sostenute fino ad oggi dallo Stato a partire dal 1873, quando la statua fu rimossa da piazza della Signoria, per fare il museo e curare l'allestimento.
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