La governatrice: Giù le mani. Inventate qualcosa di nuovo - La concorrenza culturale fa bene Se vogliono collaborare, dicano prima che cosa intendono mettere sul piatto. Allora potremo discuterne -------------------------------------------------------------------------------- Presidente Bresso, le piace la proposta di Vittorio Sgarbi di organizzare il prossimo anno una Fiera del Libro a cavallo tra Torino e Milano? «È unipotesi che non esiste». Perché? «Non è che adesso arriva uno che dice: "Questa Fiera mi piace, datemene una parte", e noi subito diciamo: "Si accomodi".. Non capisco perché dovremmo farlo». Torino e Milano già hanno deciso di collaborare su unaltra manifestazione culturale, Settembre Musica. Non potreste seguire quellesempio? «Non è la stessa cosa: un gemellaggio, una collaborazione, implicano una reciprocità che nel caso di Settembre Musica esiste. Qui no: cosa ci propone in cambio dei tre giorni di fiera, Milano? La Fondazione Fiera del Libro poi è un ente piemontese, finanziato soprattutto con denaro pubblico che oltre al salone di maggio organizza altre manifestazioni sul nostro territorio e che credo debba continuare a lavorare in Piemonte. E basta. Perché altrimenti si metterebbe in concorrenza con altri enti, anche privati. Non sarebbe corretto». Nelle sue parole sembra di sentire la consueta paura torinese di una Milano che scippa le idee. Non pensa che a questo punto collaborare sarebbe più utile per tutti? «Nessuna paura e nessuno pregiudizio politico: con la Regione Lombardia e con Formigoni abbiamo firmato accordi di collaborazione su temi importanti come lambiente, la ricerca, lenergia allidrogeno. E siamo disposti a farne altri. Qui però, ripeto, non cè reciprocità. Insomma, se vogliono collaborare prima ci dicano che cosa possono mettere sul piatto. Allora inizieremo a discutere». Milano alla fine non potrebbe decidere di farsi un salone del libro in proprio? «Milano è la città delleditoria, come dice anche Sgarbi. E se vuole organizzarsi una manifestazione incentrata sul libro, lo faccia pure. Ci hanno già provato, con successo, Roma, Mantova e altri: un po di concorrenza non fa mai male. E nessuno di questi eventi ha danneggiato o ha tolto spazi agli altri. Anzi è successo il contrario». Sgarbi ha anche accusato il sistema dellarte contemporanea torinese di far parte di una «mafia» di settore almeno nazionale. Che cosa replica? «Mi sembra una delle sue classiche boutade, magari perché in qualche occasione qui a Torino non gli hanno fatto organizzare qualche mostra». Quindi restituisce laccusa al mittente? «Non capisco che cosa significhi la parola mafia, in questo caso. Che si tratta di un sistema chiuso? Può darsi. Certo qui a Torino abbiamo un mercato dellarte importante grazie a collezionisti di grande livello, a gallerie private, musei pubblici e manifestazioni come Artissima: un sistema che ha fatto parlare in Europa di un Rinascimento torinese. Mi auguro che grazie a Sgarbi tra qualche anno si possa dire la stessa cosa di Milano».
Il caso di Settembre Musica è diverso: quello è un vero gemellaggio
La governatrice ha risposto a una proposta di Vittorio Sgarbi di organizzare il prossimo anno una Fiera del Libro a cavallo tra Torino e Milano. Ha affermato che non è una buona idea perché Milano non ha proposto nulla in cambio dei tre giorni di fiera. Ha anche criticato Sgarbi per aver accusato il sistema dell'arte contemporanea torinese di essere una "mafia" e ha risposto che il mercato dell'arte torinese è importante grazie a collezionisti e gallerie private. Ha suggerito che Milano potrebbe organizzare una manifestazione del libro in proprio, senza la necessità di collaborare con Torino.
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