Lassessore comunale respinge lo sdoppiamento: ci guadagnerebbero solo i meneghini Alfieri: "Per noi sarebbe unoperazione a perdere" -------------------------------------------------------------------------------- Assessore Fiorenzo Alfieri, il Comune che già collabora con Milano per Settembre Musica è pronto a ripetere lesperienza per la Fiera del Libro come ha provocatoriamente proposto il suo collega milanese Vittorio Sgarbi? «Settembre Musica e Fiera del Libro sono due iniziative che non si possono mettere sullo stesso piano. Loperazione del festival musicale nasce in primo luogo da una richiesta che è arrivata da Milano e in particolare dal finanziere Francesco Micheli, grande appassionato e desideroso di colmare una lacuna nel panorama culturale della città: lassenza di una grande rassegna, come la nostra. Da qui si è sviluppata lidea che ci porterà a proporre un festival di alto livello, con 90 concerti, dislocato sulle due città. Ma non si tratta di fare un concerto a Torino e la sera dopo a Milano. E un festival pensato su due città vicine, come avviene in tutta Europa, in grado di suscitare interesse da parte di un pubblico non solo locale e di portare benefici a entrambe le città». E non potrebbe succedere con la Fiera del Libro? «Assolutamente no. Che senso ha "sminuzzare" una Fiera libraria con cinque giorni in una città e tre in unaltra? Non sarebbe unoperazione alla pari e porterebbe vantaggi ad una sola, a quella con più capacità di attrazione: a Milano, si sa, ci sono i grandi editori, che un giorno laltro, per comodità, preferirebbero non spostarsi più da Milano». Lidea di Sgarbi è da bocciare, quindi? «Sì: per come la presenta lui, non ci possono essere dubbi». Eppure da parte sia del presidente della Fiera del Libro e sia dellamministratore delegato della Campionaria milanese, sono stati abbozzati progetti dintesa. Lei non è daccordo? «Nella convention di un paio danni fa a Cernobbio, promosso dalle Camere di Commercio dei due capoluoghi, sono stato io a lanciare lidea di unintegrazione fra le due città per quanto riguarda le politiche culturali, grazie alla prossima facilità di collegamento (si potrà andare da Torino a Milano in 50 minuti). Ma una Fiera si deve svolgere in una sede ben precisa. Ho parlato con il presidente Rolando Picchioni: il progetto ipotizzato è quello di valorizzare il nostro salone nelle manifestazioni che si fanno a Milano e viceversa. Nulla a che vedere con quello che sostiene Sgarbi. Ma si sa, a lui piace provocare». Si riferisce allaccusa di una "mafia" dellarte moderna di cui lei farebbe parte? «Sì, proprio a quella. Che ho sentito direttamente, domenica nella Sale dei Cinquecento, anche se lui non si è accorto della mia presenza. Così, alla fine della sua conferenza, mi ha come al solito abbracciato e fatto i complimenti, sostenendo che io ne sarei vittima inconsapevole. Vorrei specificare che io faccio lassessore e non mintrometto nella scelte che fanno i vari direttori artistici, di cui abbiamo la massima stima. Sgarbi ha unaltra concezione del ruolo di amministratore pubblico: è un operatore del settore, indica, sceglie gli artisti. Laltra cosa che mi preme sottolineare: se davvero esistesse questa "mafia" è ragionevole che ne facciano parte i musei di tutti il mondo e fior di critici? Sono considerazioni alla Sgarbi, cui forse non bisogna attribuire molto peso» Torniamo alla collaborazione fra Torino e Milano. Lei parla di integrazione fra le due città. Come si riesce a far diventare concreto questo concetto? «Non ci sono ricette preconfezionate. Il percorso è assai lungo, come abbiamo potuto verificare nella convention di Cernobbio. Un settore in cui si può sviluppare è certamente quelle delle coproduzioni teatrali: un ottimo esempio è stato lultimo spettacolo di Luca Ronconi, che ha visto collaborare vari teatri. Anche nel campo della mostre ci può essere intesa. Limportante è che gli accordi, le collaborazioni portino vantaggi ad entrambe le città e non nascondano tentativi di prevaricazione. Nessuno deve fagocitare. Settembre Musica lo dimostra: noi offriamo la nostra lunga esperienza, in cambio otteniamo una più ampia visibilità. Con la Fiera del Libro non è invece possibile».