C'è aria di bufera agli Uffizi. Quel «ratto», alla direttrice della Galleria più visitata dello Stivale e alla sua équipe, non è proprio andato giù. «Come sempre ho messo per iscritto quello che penso e ho mandato tanto di lettera anche al soprintendente speciale Paolucci che, come al solito, non ha risposto», tuona Anna Maria Petrioli Tofani. Motivo del contendere, 1'«asportazione» dagli Uffizi - e per quasi un anno - di alcune importantissime opere di Botticelli, capolavori che presto partiranno alla volta del museo parigino del Luxembourg, per essere esposte alla mostra intitolata «Botticelli, da Lorenzo il Magnifico al Savonarola». «Noi accettiamo di darle in prestito (nonostante i rischi che questo comporti), quando perfino il Louvre si è rifiutato di fare lo stesso con altre opere di pari importanza,.. riprende Anna Maria Petrioli Tofani Si tratta della grandissima Annunciazione, difficilmente trasportabile e già "sopravvissuta" allo stress di un viaggio in Giappone, del famosissimo dipinto di ispirazione mitologica, La Calunnia e del Ritratto di ignoto con medaglia di Cosimo il Vecchio, oltre ad alcuni importantissimi disegni: sono fermamente contraria al loro spostamento e l'ho scritto in un documento a disposizione del ministero. La mia decisione nasce da convinzioni profonde e dalla mia lunga esperienza nel settore, non perché io sia contraria alle mostre in sé, ma per motivi di tutela innanzi tutto, e poi per rispetto nei confronti dei visitatori della Galleria». «Se un turista attraversa l'oceano per vedersi La Calunnia di Botticelli e poi arriva qui e non la trova, non viene in qualche modo defraudato?», si domanda la direttrice degli Uffizi. «E questa non è certo l'unica fondamentale opera in giro per il mondo, basta pensare a La Venere di Urbino di Tiziano, che è stata via non so quanto, o al Bacco di Caravaggio, che obbliga il visitatore degli Uffizi ad andare a Palazzo Strozzi, per poterlo vedere... Ma c'è di più: alcune opere fanno parte di un contesto storico e la loro asportazione interrompe il giusto filo della fruizione, come accade nel caso degli importantissimi Botticelli che (comunque!) partiranno per Parigi. Perché lo ha deciso Antonio Paolucci». Frutto di un accordo con la Sovrintendenza dei musei fiorentini, la mostra - che verrà inaugurata il primo ottobre e resterà allestita nella Ville Lumière fino al 22 febbraio 2004 - ha l'obiettivo di collocare l'arte del Botticelli nel contesto politico di Firenze alla fine del Quattrocento, in quell'atmosfera particolare degli ultimi trent'anni del secolo, alimentata dapprima dall'Umanesimo intellettuale mediceo poi agitata dalle inquietudini suscitate dalle predicazioni del Savonarola. Molti i musei, insieme a tanti collezionisti privati, che hanno permesso di riunire, per la prima volta insieme, venti tele e numerosi disegni realizzati per famiglie e personaggi importanti della Corte dei Medici. «Ma nemmeno a febbraio 2004 i visitatori della Galleria potranno ritrovare le opere di Botticelli al loro posto», conclude Anna Maria Petrioli Tofani. Da Parigi l'esposizione si trasferirà infatti a Palazzo Strozzi, dove resterà allestita dal 10 marzo all'll luglio 2004. Le opere della discordia potranno quindi tornare agli Uffizi solo in piena estate, dopo quasi un anno di assenza.