Non risparmia le sue bordate neanche al presidente Claudio Martini, il soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino (ed ex ministro per i Beni culturali negli anni '90), Antonio Paolucci: «La Regione Toscana e tutte le Regioni in generale vogliono togliersi di mezzo le soprintendenze per avere il controllo del territorio. Questa è una faccenda seria, altro che David, dove siamo scesi a livelli vernacolaci». Ha dichiarato il professore riferendosi alla polemica in materia di tutela dei beni culturali che, a fine luglio, aveva visto duellare lo stesso Paolucci e il sindaco Leonardo Domenici in merito alle rispettive competenze nella gestione del David di Michelangelo, di cui è imminente l'intervento di pulitura. «Per garantire che il territorio venga tutelato nel nome e per conto di tutti gli italiani, bisogna che ci sia qualcuno super partes, dipendente dal ministero, che operi come un giudice, fuori dai condizionamenti locali», l'opinione del soprintendente. Altrimenti? «Altrimenti c'è il rischio che si verifichino delle anomalie, e il caso dell'Elba insegna...», sottolinea Antonio Paolucci riferendosi implicitamente all'inchiesta su presunte tangenti per abusi edilizi nell'isola. La scintilla che ha innescato l'ultima querelle artistica, è stata la recente disputa tra Paolucci e l'assessore comunale alla cultura, su due opere custodite nello Studiolo di Francesco 1 de' Medici a Palazzo Vecchio, ma "affidate", secondo Siliani all'amministrazione comunale. Ieri mattina il soprintendente ha provveduto a far smontare le tele - la Pesca delle perle di Alessandro Allori e la Bottega dell'orafo di Alessandro Fei - considerate, «necessarie (secondo il soprintendente) nell'economia della mostra sui gioielli dei Medici che aprirà domani al museo degli Argenti di Palazzo Pitti». Un modo di agire senza «un minimo di garbo istituzionale e buona educazione», la replica dell'assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio Simone Siliani, che si dichiara contrario al trasferimento dei due quadri per evitarne uno «stress evidente». «Non c'è alcun argomento del contendere la risposta di Paolucci lo studiolo appartiene al demanio, quindi dal punto di vista giuridico-legale io sono autorizzato a disporre del suo contenuto. Ho chiesto i quadri, ho mandato a prenderli e li attacco al chiodo. Non capisco perché vengano fuori queste fastidiose e sgradevoli frizioni fra il potere civico e quello dello Stato».
E Paolucci spara bordate: La Regione vuol toglierci potere
Il soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ha dichiarato che la Regione Toscana e le Regioni in generale vogliono togliersi di mezzo le soprintendenze per avere il controllo del territorio. Ha anche affermato che la sua autorità è necessaria per garantire la tutela dei beni culturali, altrimenti ci sono il rischio di anomalie. Ha provveduto a smontare due opere d'arte, la Pesca delle perle di Alessandro Allori e la Bottega dell'orafo di Alessandro Fei, custodite nello Studiolo di Francesco 1 de' Medici a Palazzo Vecchio, senza il consenso dell'assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio, Simone Siliani.
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