Ci risiamo. Anche il Baradello e il suo possibile recupero come attrattiva turistica, oltre che come testimonianza del passato, finiscono al centro di uno scontro nel quale rischiano di perderci tutti, e in primo luogo la città. La vicenda è nota, e comunque riassunta in questa stessa pagina. Parte con la meritoria iniziativa di un club di servizio, si sviluppa con la redazione di un progetto che ottiene a livello locale tutte le necessarie autorizzazioni, si incaglia alla fine in uno stop imposto dal Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici sulla scorta - essenzialmente - di una valutazione di eccessiva "invasività" delle opere previste. In sostanza, a quanto pare, al centro delle perplessità ci sarebbe la realizzazione di un ascensore all'interno della torre e lo spostamento in basso dell'ingresso. I promotori dell'iniziativa manifestano disappunto, comprensibilmente, paventando come esito della vicenda l'ennesima occasione perduta. Che le cose debbano necessariamente finire in questo modo, io non credo. Credo anzi - senza essere minimamente un esperto di conservazione e valorizzazione dei beni monumentali - che entrambe le posizioni emerse siano degne di attenta valutazione e che non siano per nulla incompatibili fra di loro. Quando è opportuno per rispondere a esigenze ragionevoli (e quella di mantenere caratteri originari e fisionomia di un monumento illustre lo è) un progetto di può sempre modificare. Il Baradello di guerre ne ha viste tante, risparmiamogliene un'altra. a.marinolaprovincia.it