Anche Roma avrà un museo della scienza. Proprio nella palazzina di via Panisperna dove Enrico Fermi e il suo gruppo di ricercatori, («I ragazzi di via Panisperna»: Majorana, Arnaldi, Segrè, Rasetti, Pontecorvo e D'Agostino) tra il 1927 e il 1938 diedero vita a una straordinaria esperienza scientifica. «Abbiamo da poco sbloccato la procedura di assegnazione dell'edificio ferma da anni» ha dichiarato il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli intervenendo ieri alla nona conferenza Enrico Fermi al teatro Argentina a cui hanno preso parte 920 studenti di 35 istituti superiori. «Il museo avrà carattere scientifico-divulgativo e raccoglierà testimonianze e ricerche del grande fisico - ha aggiunto il ministro - stiamo lavorando a questo sogno insieme al sindaco Veltroni e al governo, cercando di ottenere il via libera dal demanio perchè nella palazzina ci sono ancora gli archivi della polizia. Pensiamo di battezzarlo "Centro della Scienza" e di collocarlo nell'area di fronte al Maxxi, nella caserme in dismissione a Castro Pretorio. Ma non parliamo di date prima di aver ottenuto le autorizzazioni». Molti i licei scientifici ma soprattutto i classici ieri all'Argentina per ascoltare la lezione del professor Ernesto Pedrocchi, ordinario di Energetica al Politecnico di Milano su «L'energia del futuro». Al centro delle curiosità degli studenti (tra cui quelli del Russel, Tasso, Avogadro, Giordano Bruno, Visconti e Kennedy) il nucleare e i suoi rischi reali, confrontato con le altri fonti di energia. Il Comitato Panisperna, presieduto da Athos De Luca aveva ottenuto nel 1999 dal Parlamento l'approvazione della legge 62 per l'istituzione del museo della scienza ma nessun progetto si era poi concretizzato. Solo da pochi mesi si è messo in moto il meccanismo che dovrebbe far scattare, entro l'estate, l'inizio dei lavori. «Sono stati conclusi i saggi archeologici perchè quell'area è ricca di storia - ha aggiunto Rutelli - II Centro della scienza sarà anche un laboratorio, uno spazio divulgativo ma manterrà lo status di museo. Un ulteriore importante passo verso la cultura scientifica - ha concluso il ministro - per avvicinare i ragazzi a materie che ultimamente i giovani scelgono poco e che invece il mercato del lavoro chiede incessantemente».