II primo sguardo, carico d'attenzione, è tutto per la Cattedrale. Poi il ministro Giuliano Urbani si ferma a parlare a pochi passi da palazzo Ducezio col vescovo di Noto, monsignor Giuseppe Malandrino. Poche, ma significative parole sull'imponente edificio. «Sono venuto a Noto due settimane dopo il crollo - ha detto il ministro ai Beni culturali -. Ricordo che allora mi trovavo in gita a Ragusa e quell'evento mi ferì, come credo tutti. La pena, per me che sono innamorato di questa nobile città, fu infinita, ma oggi la situazione, per fortuna, è diversa. Ora vedo il telone, nell'aprile del 2005 si potrà ammirare la facciata». È iniziata in questo clima, alle 17,45, la visita dei ministri Urbani, Maurizio Gasparri e del commissario Europeo alla Cultura e alle comunicazioni Viviane Reding, accompagnati dal sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono. A palazzo Ducezio, sede del Municipio, gli esponenti istituzionali hanno incontrato il sindaco Michele Accardo prima di iniziare il giro conoscitivo di alcuni monumenti della città. Che non poteva non partire dalla Cattedrale. A spiegare le cause del crollo e quanto di buono è stato fatto sino ad oggi sono stati l'ingegner Roberto De Benedictis e l'architetto Salv'atoreTringali, i due progettisti dell'opera che il ministro Urbani non ha esitato a definire "un mezzo prodigio". Al termine della visita al cantiere madame Reding, Urbani e Gasparri hanno visitato a chiesa di san Carlo al Corso e quella di San Domenico, dove da tre mesi sono esposti i mosaici pavimentali della villa romana del Tellaro. Poi, dopo una breve sosta davanti alla piazzetta di Èrcole, la delegazione ha visitato anche il Teatro comunale. «Questa città merita particolare attenzione - ha esclamato al termine della visita il ministro Gasparri -. C'ero già stato a Noto, ma solo per ragioni di militanza politica, per comizi e riunioni. Ma, per questione di tempo, non mi ero mai soffermato a guardare questo splendore che oggi mi si para davanti». Il tour de force, come lo ha definito il sottosegretario Bono, ha avuto termine alle 19,10. Una battuta rivolta al commissario Reding. «È stata una giornata stancante, ma gradevole». Cosa ne pensa madame Reding? E il commissario europeo, in perfetto italiano, si è limitato a dire: «Andrò a dormire con l'entusiasmo nel cuore». Il ministro Urbani avrebbe voluto vedere anche la via Cavour. Ma il tempo stringe. «Una ragione in più per tornare, magari quando la Cattedrale sarà ricostruita», è stata la sua promessa.