TORRE DE BUSI Riparte la polemica sull'insediamento residenziale, le accuse di Rifondazione comunista «Colata di cemento su Casarola: fermatela al più presto» «Una colata di cemento su Casarola: bisogna fermare l'intervento, anche se è già partito». Riparte la polemica su Casarola, a una manciata di mesi dall'apertura del cantiere che dovrà dare a Torre de Busi un nuovo insediamento residenziale. A rinvigorire le accuse, che negli ultimi anni hanno coinvolto non solo maggioranza, minoranze e cittadini, ma anche la Soprintendenza ai beni ambientali, che per due volte ha stoppato l'operazione, è Rifondazione comunista, che attraverso la propria memoria storica, Giancarlo Bandinelli, da un lato ricorda la storia della località e dall'altro invita gli amministratori a ripensare a quanto si sta facendo. «Nonostante i corposi dubbi sull'iter burocratico sollevati a suo tempo dai consiglieri di minoranza e nonostante le nostre richieste per arginare il costrutto che verrà realizzato, il treno cementificatore su Casarola è partito ? esordisce Bandinelli -. Già ai tempi dei longobardi, nel lontano 1270, questa località, come risulta da alcune pergamene conservate presso l'Archivio di Stato di Milano, era abitata e dedita all'agricoltura. Tanto che nel 1596 il capitano veneto Zuanne da Lezze nella sua relazione a proposito di Casarola scriveva: ?vi sono 71 anime, che vivono di grano e vino tanto abbondante da essere anche venduto?. Nel 1706, su costruzioni precedenti verrà realizzato poi il cosiddetto castello dei Fracassetti». Quindi, torna all'attualità e attacca l'intervento che si sta realizzando, a partire dalla strada che sale fino alla zona interessata dal cantiere. «Per oltre 700 anni questa parte importante di territorio, nel bene e nel male è stata conservata. Ora, diversamente, con un forte regalo alla rendita immobiliare ? rincara pesantemente il neocomunista - verranno realizzate alcune centinaia di appartamenti. Anziché prestare attenzione alla salvaguardia dell'ambiente, già compromesso dalla difficile situazione idrogeologica e dalla selvaggia installazione di antenne, a Torre de Busi si è data via libera ai cementificatori. E' necessario fermarsi e ripensare a questo modo di gestire l'urbanistica, perché non solo sta mettendo a rischio la sopportabilità ambientale, ma anche perché le pesanti espansioni non sono coerenti con gli aspetti più importanti delle qualità della vita».