Sono stati ultimati i lavori di restauro e recupero del convento del Carmine. La struttura è stata scelta come sede dell'Antiquarium, che fa parte dei progetti della rete museale che il Gal Val d'Anapo, con il Pit (Piano integrato territoriale) Hyblon-Tukles sta realizzando nei Comuni iblei. Per il recupero di questo edificio, che ospitava fino agli inizi del secolo scorso una comunità di padri bianchi, è stato impiegato un finanziamento di un milione di euro. Ora, invece, ospiterà alcuni reperti della Sortino medievale che venne distrutta dal terremoto del 1693. Entro il mese verrà emanato il bando per l'acquisto delle bacheche e vetrine dove saranno esposti questi reperti della Sortino diruta. Si tratta di reperti che fanno parte del periodo medievale siciliano e che sono stati portati alla luce grazie all'impegno ed al lavoro di Gioacchino Bruno, che da 10 anni, con il consenso della Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa e con l'aiuto di alcuni volontari, scava in questo sito della vecchia Sortino. Al momento tutti i reperti sono depositati in un locale del Comune. Nel momento in cui l'Antiquarium sarà attrezzato con un impianto antifurto e bacheche verranno esposti al pubblico. Di particolare interesse è il reperto che, verosimilmente, si trovava all'ingresso di un'abitazione della vecchia Sortino ed avvertiva di stare «Attenti al cane». Si tratta di una riproposizione del «Cave canem» dell'antica Roma nella Sortino medievale. Inoltre per recuperare questi reperti c'è voluto il lavoro di alcuni giovani appassionati di archeologia, giunti da diverse nazioni europee, che hanno preso parte al progetto «Ibleivillage». P. M.