Il prossimo appuntamento del museo Arcos sarà "La città che sale. We try to build the future". Inaugurazione il 28 maggio, ore 19, l'evento sarà fruibile fino al 30 settembre. La rassegna, promossa dalla Provincia e da Art Sannio Campania, è curata da Danilo Eccher con Odile Deq, ed è inserita nei grandi progetti della Regione Campania che l'assessorato al Turismo e ai Beni Culturali ha programmato per il 2007. Il progetto stavolta punta sugli sconfinamenti e gli sdoppiamenti tra lo spazio e l'idea che prende forma, tra i processi costruttivi della creatività e il linguaggio dell' architettura. Il tema è quello della visionarietà costruttiva, dell'architettura e dell'arte contemporanea nella loro reciproca tensione anticipatrice e trasformatrice . Il titolo della mostra prende avvio dal titolo e dalle suggestioni dell'opera di Umberto Boccioni del 1910 e si propone come un percorso di investigazione sulla natura della costruzione, sulla sua materialità, sull'istantaneità e sull'illusione tradotte sul piano visivo e simbolico ma anche della spinta utopica. La mostra esplora la dimensione di un'arte che alla contemplazione e alla descrizione preferisce un pensiero agito, il sogno di un azzardo e la possibilità di futuro, misurandosi con la capacità di interagire e modificare lo spazio e l'ambiente circostanti. La mostra si sviluppa muovendo dall'invenzione e dal sogno dell'artista, alla realizzazione documentata di progetti architettonici, con un percorso che si snoda tra installazioni e grandi immagini fotografiche dove si rincorre la visone del futuro. Partecipano alcuni dei più rappresentativi artisti contemporanei che fanno del progetto e della costruzione nello spazio il proprio terreno di sconfinamento creativo: Massimo Bartolini, John Bock, Pedro Cabrita Reis, Elmgreen Dragset, Dan Graham, Ilya Emilia Kabakov, Anish Kapoor, Tadashi Kawamata, Valery Koshliakov, Hans Op de Beek, Luca Pancrazzi, Tobias Rehberger, Andreas Slominski, Patrick Tuttofuoco, Rachel Whiteread. Il percorso espositivo sceglie inoltre di affiancare alla creazione degli artisti, la realizzazione progettuale di alcuni tra i più importanti architetti internazionali. L'architetto francese Odile Deq, per questa occasione, ha infatti selezionato progetti architettonici sperimentali la cui energia gioca sull'equilibrio tra tensione al futuro, forte coefficiente estetico e nuova attenzione al rapporto tra uomo e ambiente.