Telecamere e vigilantes: dopo il vandalismo sulla Barcaccia beni culturali sotto stretta sorveglianza Veltroni: "Sono stati subito presi. Segno che il presidio funziona" E Catanzaro: "Ma un fatto così può sempre ricapitare" -------------------------------------------------------------------------------- «Sono stati subito presi e arrestati tutti e quattro; è il segno del presidio che cè in città». Le parole serene del sindaco Walter Veltroni sono soltanto la più breve delle reazioni allo sfregio della Barcaccia. Resta però sullo sfondo il tema dei controlli sui monumenti: «Noi - spiega Giovanni Catanzaro, comandante dei vigili urbani della capitale - siamo in tutte le piazze più importanti, poi la notte la nostra guardania finisce. Restano presidi fissi a piazza Navona, alla Fontana di Trevi e fino a tardi a piazza di Spagna e Campo de Fiori nei week end. Ma il rischio che i quattro ubriachi possano ricapitare esiste sempre, e chi vuole deturpare o addirittura distruggere i monumenti si può sempre trovare». Quale dunque la soluzione? «Abbiamo le telecamere, ma sono tanti i siti da controllare. Credo che debbano cambiare le norme a livello nazionale: in un caso come quello della Barcaccia, il processo è per direttissima, e dopo una notte in camera di sicurezza, torna la libertà. Occorrerebbero forse meccanismi di pressione e prevenzione più forti, forse». Anche il soprintendente comunale Eugenio La Rocca parla di telecamere e norme da cambiare. «Alla Barcaccia - spiega - limpianto video è stato appena terminato, ed entrerà in funzione a breve. Pensi che dal 2000 abbiamo investito più di 25 milioni di euro in sicurezza, e abbiamo migliaia di telecamere. È stata una scommessa vinta assieme agli assessorati ai Lavori Pubblici e ai Beni Culturali: non vi sono furti di opere darte da tempo, e anche alla Barcaccia il danno non è tale da gridare al disastro. Il problema è un altro». Quale professore? «Il danneggiamento dopere arte a livello penale è calcolato meno di zero. E serve di certo una nuova legge: il danno è valutato esclusivamente a livello economico, ma questo non è lunico valore dellarte». E La Rocca spiega anche che «presto interverremo per poche ore sulla Barcaccia per riparare il danno, ben sapendo che non vi sono sistemi certi: contro lincoscienza non cè nulla da fare». Giuseppe Lobefaro, presidente del municipio I, punta il dito contro lalcool: «I quattro erano ubriachi. Per questo chiediamo ancora una volta una regolamentazione più severa per la vendita dellalcol nel Centro Storico». E alla vigilia del comitato provinciale per lordine e la sicurezza che si riunisce oggi in prefettura (si parlerà anche di Trastevere), il minisindaco è sibillino: «Abbiamo più volte invocato il ripristino dellordinanza antivetro, adottata di recente anche dal prefetto di Torino per il periodo che va da maggio ad ottobre. Sappiamo che non risolverebbe il problema della sicurezza ma sicuramente, come in passato, arginerebbe il fenomeno dei disordini legati allalcol che tende ad aumentare nel periodo estivo. In altri paesi, anche molto più liberali del nostro, esistono in materia regole molto più rigide che impediscono la vendita dellalcol oltre le 23». Alcool, telecamere, controlli: qualcuno, come Luigi Camilloni, presidente dellOsservatorio Sociale, si spinge oltre: «Perché non introdurre nel nostro sistema penale i lavori forzati per alcuni reati tra cui il danneggiamento alle opere darte?».