No ai tagli, ai trasferimenti. No al condono edilizio. No al centro nazionale di salute pubblica per fronteggiare l'emergenza-caldo per gli anziani. E ancora no all'estensione alle autonomie delle regole sui beni culturali valide per lo stato. Gli ultimi giorni hanno visto una escalation di prese di posizione dell'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, contro le iniziative allo studio dell'esecutivo. Soprattutto quelle legate alla prossima Finanziaria. I trasferimenti. I tagli ai contributi agli enti locali per 1,8 miliardi di euro sarebbero stati decisi in sede di sottoscrizione del Patto per l'Italia. Ma, spiegano dall'Anci, «i comuni italiani non sono mai stati chiamati a sottoscrivere il Patto per l'Italia e per questo appare paradossale che governo e regioni concordino in quella sede i tagli da effettuare sulle finanze dei comuni». I tagli sono stati previsti già nella Finanziaria 2003, ma l'Associazione si è sempre detta contraria, in tutte le sedi istituzionali. Il sottosegretario all'economia Giuseppe Vegas ha comunque assicurato che «la Finanziaria non metterà mano nelle tasche dei contribuenti e degli enti locali». A supporto della «virtuosità» dei comportamenti finanziari degli enti locali, l'Anci riporta alcuni dati tratti dalle tabelle del Mineconomia sui conti pubblici nazionali. Un esempio: sulle spese correnti, da un raffronto tra i risultati del 2001 e quelli del 2002, emerge un aumento di spesa nella pubblica amministrazione da 539.453 a 551.390 milioni di euro a fronte di una diminuzione delle uscite dei comuni da 36.740 a 36.615 milioni di euro. Condono edilizio. La sanatoria edilizia ormai di fatto decisa dal governo non piace ai sindaci. Secondo il vicepresidente Anci e sindaco di Venezia, Paolo Costa, il condono edilizio rappresenta per le amministrazioni comunali «un peso che non comporta vantaggi. Sugli enti si scarica il lavoro di ispezione e di istruttoria delle pratiche, che è spesso un lavoro decisamente oneroso. E a fronte di ciò i proventi del condono finiscono invece al governo centrale». E il sindaco di Roma, Walter Veltroni, aggiunge: «L'unico risultato concreto di un condono edilizio sarebbe quello di incentivare comportamenti illegali e di riportare l'Italia al tempo in cui costruzioni indiscriminate facevano scempio del nostro territorio e del nostro patrimonio ambientale». L'emergenza caldo. Il ministro della sanità Girolamo Sirchia ipotizza un centro unico nazionale di coordinamento per l'assistenza agli anziani. Questa volta la risposta arriva direttamente dal presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, che in un'intervista rilasciata a un quotidiano, oltre a rilevare la mancata consultazione delle autonomie, parla di «scarsità di risorse», mancata indicazione dell'impegno finanziario necessario e del riparto dei costi tra centro e periferia, impossibilità di gestire da Roma le emergenze per le persone sole, malate e anziane. I beni culturali. Il codice dei beni culturali e paesaggistici sta ormai scaldando i motori. Ma sulla bozza messa a punto dal dicastero di Giuliano Urbani piovono le critiche dell'Anci. Ancora Domenici, in una lettera al ministro, afferma che «l'estensione ai musei e beni culturali di proprietà comunale, provinciale e regionale, di una normativa diretta al patrimonio statale» sembra «del tutto indebita, non solo perché interviene in una materia, la valorizzazione, affidata dall'art. 117 della Costituzione, alla potestà legislativa concorrente delle regioni, ma anche in quanto lesiva del successivo art. 118» perché disciplina «materie attribuite alla competenza delle autonomie locali, in particolare in materia di servizi pubblici locali». Di qui la richiesta di un incontro governo-regioni-province-comuni per chiarire il riparto «istituzionale» delle competenze.