Visione ravvicinata per le gigantesche tele di Giulio Aristide Sartorio appena restaurate. Dopo la mostra torneranno nellAula Grande è lemozione di poter quasi toccare con mano lepica Storia dItalia dipinta tra 1908 e 1912 da Giulio Aristide Sartorio per un luogo difficilmente accessibile, quale laula della Camera, e a unaltezza alla quale è impossibile arrivare: 19 metri da terra. E la grandezza del Fregio non sta solo nel gigantismo dei personaggi, nelle pose contorte da sforzi titanici; quanto nella bellezza della pittura e nella modernità della tecnica. Grazie alla mostra allestita da ieri al 20 luglio nella sala della Regina a Montecitorio, è possibile vedere da vicino - attraverso i 21 dei 50 pannelli smontati per il restauro che, a cura della Direzione regionale del ministero Beni culturali, sarà completato entro agosto - il pastoso e sperimentale impasto inventato dal pittore romano. E scoprire - oltre allardito sotto-in-su e al bianco steso in abbondanza, direttamente dal tubetto, sui corpi perché vibrassero alla luce dallalto - la cura dei dettagli: come se si trattasse di un quadro da cavalletto. Nellatelier di Sartorio lo spettatore è condotto anche dai bozzetti preparatori, dai disegni e dalle sculture di cavalli (4 in tutto, le uniche realizzate dal maestro simbolista) esposti per loccasione nelle 5 sezioni della mostra. Ma il particolare più sorprendente dellesposizione, sottolineato da Renato Miracco che lha curata, è lattenzione per i nuovi linguaggi dellarte. Sartorio, che lavorò per la Camera negli anni in cui nasceva il Futurismo, fu bollato come "passatista". Eppure adoperò la fotografia per immortalare i modelli e proiettarli sulla tela per poi reintervenire con il colore: una tecnica che anticipa almeno di mezzo secolo la prassi della Pop art. E si occupò anche di cinema: in mostra cè anche il suo film Galatea. «Sartorio conosceva Etienne-Jules Marey e la cronofotografia, sapeva del lavoro di Man Ray e di Bragaglia» spiega Miracco. «Era un artista di valore internazionale e, per luso dei nuovi media, era davvero allavanguardia». Camera dei deputati, dal lunedì al venerdì (10-20; sabato 9,30-13); ingresso libero ma su prenotazione (tel. 06 67606996) da piazza del Parlamento 25 (www.camera.it)