Una quarantina di reperti archeologici, ritenuti di notevole valore storico e artistico, sono stati sequestrati ieri a Grottaferrata dai finanzieri del comando provinciale di Roma in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico del Lazio. Nell'operazione sono state denunciate cinque persone, accusate di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti alla Stato e abusi edilizi. I reperti sono stati trovati dalla Guardia di Finanza a conclusione di un servizio di monitoraggio del territorio di competenza. I militari hanno localizzato a Grottaferrata un immobile, all'interno di una vasta area nota come Villa di Cicerone, di notevole fattura, circondato da un terreno di circa 5.000 metri quadri e delimitato da un muro di cinta alto tre metri, in passato di proprietà di un faccendiere più volte coinvolto in inchieste giudiziarie riguardanti la Loggia P2. Avendo riscontrato la presenza di reperti archeologici le fiamme gialle hanno interessato l'autorità giudiziaria, che ha dosposto l'esecuzione di una perquisizione sul sito. Dove, appunto, sono stati rinvenuti e sequestrati i reperti, in buono stato di conservazione e che costituivano una collezione privata all'interno della proprietà ed erano usati a scopo decorativo. Tra i 41 reperti figurano un sarcofago marmoreo del tipo a lenos (vasca) appartenente a un bambino, con una scena di scuole e Muse, il cui stile permette di inserirlo nella produzione urbana del II sec. d.C.; tre statue in calcare (una femminile e due maschili), provenienti da un unico sepolcro risalenti al periodo tardo-repubblicano; un braciere in ceramica di fabbricazione etrusca, con decorazione stampigliata sull'orlo, databile al VI sec. a.C.
Grottaferrata. Sequestrati quaranta reperti archeologici:cinque denunce
A Grottaferrata, in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico del Lazio, i finanzieri del comando provinciale di Roma hanno sequestrato 41 reperti archeologici di notevole valore storico e artistico. I reperti sono stati trovati in un immobile di proprietà di un faccendiere, noto per essere coinvolto in inchieste giudiziarie riguardanti la Loggia P2. Tra i reperti si trovano un sarcofago marmoreo, tre statue in calcare e un braciere in ceramica etrusca. Cinque persone sono state denunciate per impossessamento illecito di beni culturali e abusi edilizi.
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