Pietrafesa: «Non ci sono più reperti. Autorizzata la ricopertura della zona» Da ieri mattina la recinzione che proteggeva i reperti archeologici venuti alla luce accanto ad uno dei curvoni dell'Alberata è stata abbattuta dalla ruspa che sta lavorando alla realizzazione di un giardino. Sono stati in molti a fermarsi per chiedere spiegazioni ed in molti a segnalare la cosa telefonando in redazione al Messaggero. «Ma si può utilizzare una ruspa di grandi dimensioni in un sito archeologico?», la domanda ricorrente. Lì, infatti, sul curvone dell'Alberata vennero scoperti numerosi reperti di Frusino, la città volsca sconfitta dai romani nel IV secolo avanti Cristo. Lì, un altro cantiere fu bloccato esattamente dieci anni fa. Era il 1997 quando si tentò di realizzare un luogo di culto proprio in quel punto. All'epoca ci volle una deliberazione del Consiglio comunale per fermare il cantiere. E il Museo Archeologico avviò una campagna di scavi recintando l'area. Non è una novità che lungo l'Alberata potessero venire alla luce tracce dell'antica Frusino. Era accaduto nell'800 quando il proprietario dell'area, tal Sebastiano De Santis, cercò di impedire la costruzione di via Roma ma non venne ascoltato. Stavolta però, è il Comune ad aver commissionato i lavori. «Stiamo semplicemente ripulendo l'area», hanno spiegato i due operai al lavoro. «E' un intervento superficiale realizzato con mezzi idonei e con l'impiego di una ditta specializzata», dicono in Comune. Sul terreno sono emersi cocci color mattone. Difficile agli occhi di non addetti ai lavori stabilirne l'epoca di fabbricazione. Scarti di tegole contemporanee o pezzi di anfore romane? «L'area è stata controllata a fondo - chiarisce il direttore del museo archeologico Dario Pietrafesa - Lì non ci sono più reperti, quelli che c'erano sono già stati prelevati e portati al Museo». «In questa città non puoi far nulla senza provocare un putiferio - aggiunge l'assessore Francesco Brighindi - Comunque siamo tranquilli, tutta l'operazione è seguita dal direttore del museo in collaborazione con la Soprintendenza». «Sì, il Comune ha presentato una richiesta per la sistemazione dell'area per realizzare un giardino - ammette la dottoressa gatti, responsabile della Soprintendenza per Frosinone - e l'abbiamo autorizzata con precise prescrizioni: dovrà essere una sistemazione superficiale evitando piante con radici». Quanto ai particolari la ruspa Soprintendenza non ne è a conoscenza: «L'area è di proprietà comunale e lo scavo fu portato avanti dal Museo molti anni fa, avevamo già da tempo prescritto di ricoprire i reperti affinché si conservassero». «Sul sito vi sono solamente tre muretti bassi di pietra a secco - chiarisce Pietrafesa - che erano delle fondazioni per strutture in legno». Ma secondo le intenzioni del Comune il giardino diventerà una sorta di area "didattico-museale". «Sistemeremo un pannello esplicativo - dice Brighindi - per spiegare cosa è stato trovato». «E lì - aggiunge Pietrafesa - verrà ricollocata la testa di toro che si trova attualmente in Largo Turriziani e che lungo via Roma era stata trovata». «Tutta l'area comunque sarà ricoperta di pozzolana e andremo a realizzarci sopra un giardino. Se poi in futuro ci saranno i fondi e la necessità di nuovi scavi archeologici si potrà farlo tranquillamente. Noi, oggi vogliamo valorizzare al massimo l'area. Realizzeremo anche un collegamento con il giardino Conad, certo sarebbe bello creare un percorso che colleghi anche l'area delle Fontanelle e del teatro romano - dice Brighindi - ma per questo al momento non ci sono fondi».