Il punto fermo dal quale ripartire è che la chiusura ha provocato un danno per lintera comunità scientifica -------------------------------------------------------------------------------- Lincontro sul tema "Il museo archeologico della Provincia di Bari tra conservazione e innovazione: archeologi e amministratori a confronto", che si terrà a Bari sabato prossimo, nella sala Giuseppina del Kursaal Santalucia, è unoccasione da non perdere. Si tratta di un modo intelligente e serio per rivolgersi, come è nelle intenzioni degli organizzatori (la Scuola di specializzazione in aqrcheologia dellUniversità di Bari, dintesa con la soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia), agli specialisti, ai cittadini e agli amministratori. Insomma, a tutti coloro che dovrebbero sentirsi coinvolti, e in prima persona, dal caso del Museo archeologico di Bari, la cui vicenda è ben nota: dalla chiusura per decreto ministeriale del 1994 allimpegno assunto dallamministrazione provinciale per la realizzazione di una nuova sede (individuata nel complesso di Santa Scolastica, nella città vecchia), da cui nel 2004 furono rubate numerosi e importanti reperti. Una vicenda che ha solo un punto fermo: la chiusura del Museo, con il danno che ne consegue per la comunità scientifica internazionale e per il pubblico. La gravità della situazione, nella sua interezza e nei suoi aspetti paradossali, è paradigmatica. Cera un Museo archeologico con una concentrazione di opere importantissime e senza uguali, visitate e studiate da specialisti di tutto il mondo, sistemato nel palazzo Ateneo, dunque vicino, non solo fisicamente, alla facoltà di Lettere e filosofia dellUniversità e alla Biblioteca nazionale "Sagarriga Visconti Volpi", in un involucro architettonico che per tante ragioni si pone come significativo per la comunità scientifica umanistica. Con la chiusura del Museo le ragioni di qualità si sono trasformate in un problema, in difficoltà di distinzione e di valorizzazione, in perdita di controllo e in assenza. Occorre poi non dimenticare che grazie alla preparazione culturale dei suoi curatori - i quali hanno una profonda conoscenza delle collezioni, da sempre pienamente integrati nellattività di studio con pubblicazioni scientifiche, nellorganizzazione e nellattività didattica, presenziando agli scavi e alla raccolta dei dati - il Museo archeologico è diventato unistituzione nota a livello nazionale e internazionale. Il Museo archeologico deve conservare con forza la sua relazione con la collettività e la sua capacità di restare un luogo privilegiato di esperienze, entrando, e con forza, nel novero dei doveri della nostra collettività. Se è vero che il Museo è un luogo di interesse pubblico, è altrettanto vero - almeno in democrazia - che esiste un legame forte tra il grado di rilevanza che ai fini di un proprio sviluppo una società civile attribuisce a un proprio bene e lampiezza delle deleghe che essa offre ai suoi amministratori, per impegnare e non dissipare risorse a sostegno di quel bene. Con laugurio vivo, rivolto agli organizzatori del prossimo incontro, che la loro iniziativa significhi finalmente la rinuncia a difendere il nostro Museo archeologico - ma anche tutti i musei - dalle consuete voci dolenti (e invero inutili) che li avvolgono ormai come una pelle. Per tentare, invece, di lavorare, anche lottando, se sarà necessario, per le ragioni per cui gli uomini decidono di portare nel tempo, con lidentità e la conservazione di un Museo il valore della sua civiltà. docente di storia dellarte contemporanea allUniversità di Foggia
PUGLIA - Museo archeologico è il tempo delle scelte
Il Museo archeologico della Provincia di Bari è stato chiuso nel 1994 per decreto ministeriale. La sua chiusura ha causato un danno significativo per la comunità scientifica internazionale e per il pubblico. Il museo era noto per le sue collezioni importanti e uniche, visitate e studiate da specialisti di tutto il mondo. La sua chiusura ha portato a difficoltà di distinzione e valorizzazione, e la perdita di controllo. Il museo è stato riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua preparazione culturale. Il suo ruolo è quello di conservare la sua relazione con la comunità e di essere un luogo privilegiato di esperienze. La sua chiusura è stata un punto fermo nella sua storia.
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