BESOZZO- «Abbiamo realizzato un'opera degna di un nostro illustre concittadino». Così il sindaco Fausto Emilio Brunella ieri ha esordito durante l'inaugurazione della Sala dei Tini, sede della collezione Brunella, donata alla sua morte da colui che fu ispettore onorario alla Antichità e Monumenti della zona di Besozzo. Erano presenti anche i figli, Ada e Maurizio, oltre agli amici e ai parenti. La Besozzo storica si è ritrovata ieri attorno al ricordo di Riccardo Ludovico Brunella, una figura che ha avuto una considerevole incisività nella storia della cittadina. Sono stati quindi presentati i lavori di restauro di questo spazio adiacente la sala mostre che hanno permesso di valorizzare l'antica tinaia la quale conserva la sua suggestione originaria valorizzata dal soffitto in mattoni, dal pavimento in beo-le e ciottoli da cui è visibile attraverso lastre di vetro una grande cisterna. Questo spazio restituito alla sua integrità di architettura rurale è raggiungibile dal giardino posteriore al palazzo, dal cortile rustico e mediante ascensore. Accoglie ora nelle vetrine incassate lungo le pareti la collezione costituita da minerali, fossili, reperti archeologici raccolti dallo studioso dopo una vita di intense ricerche nel nostro territorio. La cerimonia di inaugurazione ha visto anche la presenza dell'architetto Carlo Crotti che ha curato il recupero artistico di tutto il palazzo municipale e di Marco Tamborini che ha illustrato la figura dello storico, geologo, archeologo per antonomasia. Una presenza particolare è stata rappresentata dal pittore Abramo Foglia che ha donato al comune una sua tela raffigurante un ritratto di Brunella. Nato a Besozzo nel 1888 e morto a Thiene nel 1985, lo storico aveva precorso i tempi quando con coraggio, in un'epoca in cui la storia locale era tenuta in scarsa considerazione, pubblicò a sue spese e in 1500 esemplari quell'opera ormai introvabile "Frammenti di storia besozzese" che per anni è stata una pietra miliare per chi avesse voluto conoscere la storia di Besozzo e dei dintorni. Il testo è stato scritto con quel rigore scientifico che caratterizzava il suo agire e che nel contempo lasciava filtrare l'amore per il luogo natale. La sua vita fu costellata di riconoscimenti, incontri con esperti e docenti che apprezzavano la sua competenza. Infatti dal 1924 al '65 fu ispettore onorario alle antichità e monumenti della zona di Besozzo, nel '50 il Politecnico di Milano gli richiese la classificazione della raccolta dei fossili e minerali depositata al suo interno.