ancona - C'è un altro buco da coprire nella cultura anconetana. Questa volta non si tratta di un deficit, ma di un finanziamento prima previsto e poi tolto dallo Stato al Museo Omero. Sono 50 mila euro per l'anno passato, che ora qualcuno dovrà ripianare. E per il 2007 arriverà un'ulteriore decurtazione. Tale da mettere a rischio il trasferimento alla Mole. La comunicazione del ministero è di una ventina di giorni fa, relativamente ai conti del 2006 e in merito all'anno in corso. Una doccia gelata. Il sindaco Sturani lancia l'allarme e scrive al vice premier Francesco Rutelli, a capo del dicastero di competenza, e al sottosegretario Daniele Gattengo Mazzonis, oltre che, per conoscenza, al presidente nazionale dell'Unione Italiana Ciechi, Tommaso Daniele. "Così si mette a rischio la struttura - sottolinea il primo cittadino - e proprio ora che invece serve un contributo straordinario per il trasferimento nella sede definitiva, previsto per l'inizio del 2008. Non solo ora vanno coperti i 50 mila euro dell'anno passato e questo è già un problema, ma alla Mole si sta predisponendo tutto. Se al ministero non interessa più il Museo Omero, che è un museo statale e l'unico tattile in Italia, lo dica, si chiude. Anche se io, lo dico subito, non condivido". Sturani chiede che venga ripristinato il contributo ministeriale annuale, pari a 258.228 euro (500 milioni delle vecchie lire), ridotto notevolmente nel 2006 senza comunicazione alcuna da parte del ministero. Il Museo è istituito con legge statale nel 1999 ed è oggetto, per quanto riguarda la gestione, di una convenzione del 2001 con il Comune con il ministero dei Beni culturali. Senza preavviso, la struttura presieduta da Roberto Farroni si è vista decurtare il finanziamento di quasi 50 mila euro, mentre per il 2007 le previsioni - sulla base di una comunicazione ricevuta nel marzo scorso - sono della riduzione del finanziamento fino al 50 per cento. Se tali somme - scrive il sindaco - venissero riconfermate, la sopravvivenza del Museo Omero risulterebbe fortemente pregiudicata. Tanto più alla vigilia del trasferimento della sede, e cioè di un'operazione costosa e che inciderà anche nella gestione del Museo. Al ministro Rutelli Sturani chiede un incontro urgente per chiarire la questione, con l'intenzione di coinvolgere anche i parlamentari marchigiani (che verranno contattati dal Comune già nella giornata di domani) a sostegno della causa del Museo tattile, "un'eccellenza per la città e per la regione, e di rilievo nazionale". Comune e ministero si erano sostanzialmente divisi i compiti. Il Governo mette liquidità per la gestione. Ancona mette a disposizione sede, utenze e personale, per una spesa quasi pari. "La lettera è arrivata da Roma venti giorni fa, senza che prima ci fosse stato alcun cenno a un problema simile - spiega Sturani -. Si dice che per il 2006 sono stati tolti 50 mila euro e si comunica che per l'anno in corso lo stanziamento scenderà a 140 mila euro, verrà ridotto del 45 per cento, senza spiegazioni, senza comunicazioni preventive". I lavori nella nuova sede della Mole termineranno a fine anno. "Il trasloco è ipotizzabile per i primi del 2008 - annuncia il sindaco -, è già stato fatto un primo incontro per discutere dell'allestimento delle sale di 1.800 metri quadrati, il doppio rispetto alla sede attuale, e serve una disponibilità del ministero. Peraltro, sul 2006 i fondi sono stati ridotti in maniera generalizzata, ma nel 2007 non c'è stato il taglio. Per il trasferimento serve un contributo straordinario. I locali sono già predisposti, se lì il Museo non va più, è necessario cambiare tutto".
Museo Omero, trasferimento a rischio
Il Museo Omero di Ancona, istituito con legge statale nel 1999, ha visto ridotto il finanziamento ministeriale di quasi 50 mila euro per l'anno passato e si prevede una riduzione del 50% per il 2007. Il sindaco di Ancona, Sturani, ha lanciato l'allarme e ha scritto al vice premier Rutelli e al sottosegretario Gattengo Mazzonis, chiedendo di ripristinare il contributo annuale di 258.228 euro. Il Museo è oggetto di una convenzione con il Comune e il ministero dei Beni culturali, e la riduzione del finanziamento metterebbe a rischio il trasferimento nella sede definitiva previsto per l'inizio del 2008.
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