Lo Stato mette in vendita anche i terreni agricoli. L'ipotesi di cartolarizzare le aree demaniali a uso agricolo è allo studio, in queste ore, del ministero dell'Economia che punta a rimpinguare in questo modo l'operazione Scip3, l'ultima cartolarizzazione di immobili, ormai pronta per il decollo. Una stima del gettito attivabile con la vendita di questa nuova categoria di immobili sarà fatta nei prossimi giorni. Venerdì, intanto, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrebbe mettere a posto il primo tassello di Scip3, con l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge che sblocca la vendita degli immobili in uso al ministero della Difesa. Il decreto legge costituirà lo zoccolo da cui far partire Scip3, con un incasso minimo previsto entro la fine dell'anno di due miliardi di euro grazie alla vendita di almeno cinquemila alloggi. Il provvedimento all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì sarà la riproposizione del decreto legge 102 che Tremonti fu costretto a ritirare dopo la scivolata della maggioranza alla Camera su un emendamento favorevole agli inquilini degli immobili di Scip 1 e 2, votato da Alleanza nazionale insieme alle opposizioni. Grazie al paziente lavoro di diplomazia del sottosegretario all'Economia, Maria Teresa Armosino, che da Tremonti ha la delega per le cartolarizzazioni, sembra superata la tensione con il ministero della Difesa che aveva caratterizzato il lancio del decreto legge 102, con il furioso litigio in Consiglio dei ministri fra Tremonti e il titolare della Difesa, Antonio Martino. Una tensione che, aggiunta alla linea di attenzione sociale di An verso gli inquilini degli immobili "car-tolarizzati", non aveva certo giovato al destino del decreto legge nell'avventura parlamentare. Quello svolto da Armosino al Senato si è tuttavia rivelato un lavoro prezioso se, dopo quella bocciatura, ora si riparte proprio da quel testo per tenere insieme Governo e maggioranza. Palazzo Madama aveva votato un testo che allargava infatti il numero degli alloggi alienabili da duemila a cinquemila, vincendo le iniziali resistenze del ministero della Difesa. In particolare, la possibilità di acquisto dell'alloggio era stata allargata anche ai soggetti che occupano immobili della Difesa sine titulo, vale a dire sulla base di titoli scaduti, ma protetti da norme legislative o dall'inerzia amministrativa. Sarà interessante vedere gli eventuali correttivi che da parte del Governo e durante l'iter parlamentare saranno apportati al testo del decreto legge 102 come era uscito da Palazzo Mada ma. Da una parte, l'attenzione "sociale" di Alleanza nazionale, fa pensare che sarà possibile estendere ulteriormente le opportunità per gli inquilini di accedere a corsie preferenziali e prezzi scontati nell'acquisto degli immobili (per esempio con la possibilità di ricorso al cosiddetto «mandato collettivo» qualora almeno il 50 degli inquilini sia interessato all'acquistò di un immobile). Dall'altra parte, non mancherà certamente il tentativo del ministero dell'Economia di allargare ancora la platea degli immobili che potranno essere inseriti nel piano di cartolarizzazione oltre le cinquemila unità di partenza. E la partita si giocherà con tutta probabilità sulle compensazioni che la Difesa avrà con la Finanziaria 2004 per dare soluzione al problema degli alloggi ai militari: una delle ipotesi che si erano fatte nel corso dell'esame parlamentare del Dl 102 era quella di una proroga dell'indennità per l'alloggio al personale militare che, senza un intervento, sarebbe destinata a scadere nel marzo 2004. Gli immobili della Difesa Patrimonio abitativo della Difesa: 18.000 unità Fabbisogno dichiarato dal Ministero: 42.000 unità abitative Alloggi occupati sine titulo. 4.637 Numero alloggi individuati come cedibili nella relazione del ministero della Difesa al Parlamento sul piano alloggiativo: 412 Numero alloggi avviati alla cessione dal Dl102 (Senato): circa 5.000 Previsioni incasso piano cessioni Difesa leggi 66296 e 4481998:1.000 miliardi di lire Incassi effettivi: 310 miliardi di lire