dA MERCOLEDI' prossimo la città potrà finalmente tornare a godere pubblicamente della Cappella del Mausoleo dei Della Rovere e con essa le preziose tele provenienti dalla bottega di Pietro da Cortona che ne rivestono la calotta: 140 metri quadrati di cartoni e tele dipinte raffiguranti gli angeli che segnano di croce la fronte di coloro che dovevano essere illesi dai flagelli. Il piccolo tempio, ingresso principale, e mai utilizzato, all'ex Monastero di Santa Chiara (il monumento architettonico urbinate più importante dopo il Palazzo Ducale, oggi sede dell'Isia, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) tornerà ad essere valorizzato come merita. A volerlo è il senatore Giorgio Londei, presidente del prestigioso istituto, che proprio ieri mattina ne ha dato l'annuncio alla presenza del sindaco, Franco Corbucci, del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Franzè e dello storico dell'arte della Soprintendenza, Maria Giannatiempo Lopez. «Il mio intento ha spiegato Londei è quello di creare un punto d'incontro tra la valorizzazione, il rilancio dell'Isia e l'apertura dello storico edificio ai cittadini. E se oggi si può parlare di salvataggio dell'immobile (va ricordato che poggia su un'area instabile), è anche perché è diventata sede dell'Isia». L'inaugurazione dell'apertura del Mausoleo dei Della Rovere assume anche un altro valore culturale di straordinaria importanza. Per l'occasione, infatti, all'interno della Cappella saranno esposte in mostra le vesti autentiche dei duchi che in essa vi avevano trovato sepoltura (tra questi Francesco Maria I, morto nel 1538), recuperate e studiate nel corso degli ultimi 15 anni, cioè da quando la Soprintendenza urbinate ha messo mano al restauro dell'intero "Tempio". «L'idea di dare conto di questo straordinario ritrovamento ha affermato la dottoressa Giannatiempo, curatrice dell'intervento è giusto e giova anche al mantenimento di quel microclima interno che necessita alle preziose tele di Pietro da Cortona. Alla sua morte fu il suo discepolo, Ciro Ferri, a predisporle nel 1669-'74 per la traduzione in mosaico nella calotta del vestibolo della Cappella della Croce in San Pietro. Nel 1728 il cardinale Annibale Albani le fece recuperare e trasferire a Urbino per decorare la calotta dell'ex chiesa monastica di Santa Chiara». Ma il progetto di valorizzazione dell'ex Monastero voluto da Federico e progettato da Francesco di Giorgio Martini, oggi si arricchisce di un altro elemento: del vano posto al piano seminterrato dell'edificio, che un tempo fungeva da lavanderia. «Sala ha annunciato Londei che rimarrà a disposizione degli alunni e della città». Per il sindaco Corbucci la strada intrapresa è quella giusta: «Anche grazie al Comune si procederà al consolidamento idrogeologico dell'area. E non è escluso che da ciò si possa percorrere la via per mettere in contatto il centro con la parte sottostante, immediatamente fuori delle mura, magari con un impianto meccanizzato».
Urbino: riapre la Cappella del Mausoleo dei Della Rovere
La città di Urbino potrà finalmente accedere alla Cappella del Mausoleo dei Della Rovere, un piccolo tempio non utilizzato che ospita preziose tele di Pietro da Cortona. Il senatore Giorgio Londei ha annunciato l'apertura del tempio, che sarà valorizzato come merita, e che le tele saranno esposte. L'inaugurazione sarà anche un'occasione per esporre le vesti autentiche dei duchi che vi furono sepolti. Il progetto di valorizzazione dell'ex Monastero di Santa Chiara, dove si trova il tempio, è stato voluto da Federico e progettato da Francesco di Giorgio Martini.
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