Con reliquie di S.Francesco di Paola Ci sono anche alcune reliquie attribuite a San Francesco di Paola nel «tesoro» di beni archeologici ed artistici che è stato sequestrato a Saracena, in Calabria, dai carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale, in collaborazione con i militari della compagnia di Castrovillari. Circa 78 mila reperti, tra beni librari, archivistici e religiosi, sono stati trovati nell'abitazione di Giuseppe Saraceni, 32 anni, netturbino, già noto alle forze dell'ordine, arrestato. L' arresto di Saraceni, con l' accusa di detenzione di armi da guerra, è scattato perchè nell' abitazione del netturbino, oltre ai reperti archeologici, è stata trovata anche una bomba da mortaio risalente alla seconda guerra mondiale, in buono stato di conservazione, ed alcune cartucce. Parte del patrimonio artistico trovato in casa del netturbino appartiene ai Mastromarchi, famiglia patrizia di Saracena. In particolare 257 manoscritti risalenti al '500; 70 fotografie risalenti all' '800; circa 2.500 immagini di Santi e 25 buste con circa settemila unità archivistiche. Documentazione alla quale si aggiunge una ricca biblioteca con edizioni veneziane del 1527 ed un'emeroteca con 20 numeri del Giornale del Regno delle due Sicilie. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati a Cosenza nel corso di una conferenza stampa. «L'operazione Mastromarchi - ha detto il comandante dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Cosenza, capitano Raffaele Giovinazzo - è il più importante recupero di beni archivistici e librari mai fatto in Calabria. Un "tesoro" che custodisce la storia dell' economia e della finanza degli ultimi 100 anni. Le indagini sono iniziate lo scorso anno a seguito della denuncia di uno degli eredi della famiglia Mastromarchi, secondo il quale parte dell'archivio di famiglia si trovava in casa di Giuseppe Saraceni. Dopo aver verificato l'attendibilità delle denunce, l'operazione è proseguita con accertamenti e sopralluoghi in sinergia con la Compagnia di Castrovillari». I beni archivistici e librari erano nascosti in cucina. Alcuni si trovavano addirittura nel frigorifero. I reperti archeologici, invece, erano conservati nell'armadio della camera da letto. Non si esclude che Saraceni avesse già venduto alcuni degli oggetti in suo possesso. Bisognerà accertare come il netturbino sia venuto in possesso del patrimonio di beni culturali trovatogli in casa. I beni dei Mastromarchi saranno restituiti alla famiglia, mentre quelli archivistici saranno catalogati e consegnati alla Sovrintendenza e quelli religiosi alle autorità ecclesiastiche.
CALABRIA - Recuperato un tesoro di beni archivistici e librari
I carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale hanno sequestrato un tesoro di beni archeologici ed artistici a Saracena, in Calabria, in collaborazione con i militari della compagnia di Castrovillari. Il tesoro, che include manoscritti, fotografie, immagini di Santi e buste con archivistiche, è stato trovato nell'abitazione di Giuseppe Saraceni, un netturbino arrestato per detenzione di armi da guerra. Parte del patrimonio appartiene alla famiglia Mastromarchi, patrizia di Saracena. I reperti sono stati trovati in cucina, frigorifero e armadio della camera da letto.
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