Rischio archeologico per un chilometro e mezzo della linea «C». Un rischio concentrato nell'area centrale della città, fra piazza Venezia e il Tevere, che ha già portato all'idea di cancellare la stazione «Argentina». I sondaggi di fronte la chiesa di Sant'Andrea della Valle, dove sono venuti alla luce importanti reperti della Roma di Agrippa, hanno convinto gli esperti dell'impossibilità di trovare uno sbocco per le uscite in quella zona. Ma è «un danno sopportabile - spiega l'amministratore delegato di Roma Metropolitane Federico Bortoli - "Argentina" si trova a 350 metri dalla stazione di piazza Venezia, era quindi molto ravvicinata. È una rinuncia sofferta ma accettabile». Ancora pochi giorni, poi il cantiere all'inizio di corso Rinascimento verrà chiuso. E la fondazione obliqua di un edificio pubblico di età imperiale, che va da est verso ovest per quattro o cinque metri di profondità è stata studiata dalla sovrintendenza (sono anche stati eseguiti tutti i rilievi ed è stata aggiornata la documentazione), ritornerà nascosta. Mentre non verrà neppure aperto l'altro cantiere in programma sullo slargo retrostante, prima dell'imbocco di via del Teatro Valle. Si tenta invece il tutto per tutto per poter mantenere la fermata «Chiesa nuova», così chiamata dal nome con cui è comunemente conosciuta Santa Maria in Vallicella: gli scavi archeologici proseguiranno nella dirimpettaia piazza Sforza Cesarini, nel giardinetto al di sotto della statua, oltre che in via Sora. Il cantiere è ancora in attività di fronte la facciata dell'oratorio dei Filippini, ma anche questi bandoni in metallo sono destinati a sparire ben presto. Cosa hanno rivelato gli scavi in questo punto? «Abbiamo trovato le strutture attinenti ad un edificio privato - rispondono dalla sovrintendenza archeologica - e delle anfore infìsse nel terreno. La loro collocazione ci fa pensare che nell'antichità in quel punto ci fosse un giardino e le anfore siano relative alle sue decorazioni». Una sorta di «vasi» per fiori di lontane epoche che rivelano l'esistenza in quel punto forse di una bella villa di un ricco abitante della capitale. «Per questa stazione come per quella di piazza Venezia ce la dobbiamo fare a tutti i costi - spiega Federico Bortoli - Stiamo lavorando per trovare le uscite». Uscita, anzi «uscite» per piazza Venezia dove si pensa di farne addirittura tre: ieri pomeriggio c'è stato un vertice in Campidoglio fra il sindaco Walter Veltroni, il presidente di Roma Metropolitane Chicco Testa, l'assessore alla Mobilità Mauro Calamante e il sovrintendente ai Beni culturali del Comune Eugenio la Rocca. La prima uscita dovrebbe essere collocata all'altezza del Vittoriano; la seconda su piazza della Madonna di Loreto. La terza, più problematica in via Cesare Battisti, accanto via del Corso. Anche il cantiere di piazza Pasquale Paoli ha cambiato posizione: chiuso quello guardando il ponte sulla sinistra, si sta per aprire quello sulla destra. Qui è stato rinvenuto «un manufatto in tufo bellissimo - spiegano gli archeologi - che ha sicuramente a che fare con il fiume. Potrebbe essere quanto resta di una darsena, delle banchine, oppure di un ponte». Un manufatto che, però, non contrasta con la possibilità di realizzare l'uscita «San Pietro» della prossima ventura linea «C» della metropolitana. «È' la prima volta in Italia che si fa una campagna di scavi di questa portata - è ancora Federico Bortoli che parla - con un costo di 15 milioni di euro. Un costo imponente - aggiunge - ma che ci consente nella fase dal progetto preliminare a quello definitivo di individuare la corretta collocazione di entrate ed uscite per arrivare ai 35 metri di profondità dove sono le stazioni vere e proprie». Quando, dunque, si andrà alla realizzazione vera e propria della linea «avremo trovato una soluzione condivisa con la sovrintendenza archeologica -conclude l'amministratore delegato di Roma Metropolitane - Al riparo dei tanti fermi dei lavori che negli ultimi decenni hanno contraddistinto la realizzazione di queste opere, facendo poi lievitare a dismisura costi e tempi». Il più fiducioso al termine del vertice di ieri è l'assessore Mauro Calamante: nonostante i ritrovamenti archeologici «le 22 fermate della linea "C" saranno completate nel 2011».