Collegio Romano, il ministro approva la variante alluscita sulla piazza. "E i locali restano alla scuola" La porta del Visconti resterà chiusa. Locali, uffici e bagni rimarranno in dotazione della scuola. Sapre così una nuova fase di collaborazione tra gli inquilini del Collegio Romano. Mettendo forse fine alla querelle che dura da almeno dieci anni. E che negli ultimi giorni aveva assunto toni aspri, da barricate. Ma ieri il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha approvato il cambio di progetto degli interventi di messa in sicurezza sia del dicastero che guida sia del liceo più antico di Roma. Il vicepremier è rimasto «molto soddisfatto», spiegano dal ministero, della variante che gli è stata illustrata nel corso dellincontro con il capo del gabinetto, Guido Improta, con larchitetto che ha stilato il progetto di restauro, il professor Paolo Rocchi, e con lingegner Luciano Marchetti, direttore regionale Beni culturali del Lazio. Lidea nuova viene incontro a più duna delle richieste sollevate dal comitato dei genitori, dei professori e degli studenti. La porta di destra (guardando la facciata), murata, resterà "apertura cieca". E, di conseguenza, i locali (ambienti di servizio) che stanno oltre la parete, non saranno più tolti alla scuola poiché non serve più un corridoio che colleghi laffaccio sulla piazza con le stanze del ministero. La soluzione è stata trovata grazie allindividuazione di un altro accesso che venga incontro alle esigenze dei Beni culturali: ossia la porticina che si trova sulla sinistra di via del Collegio romano, appena lasciata lomonima piazza. Rutelli ha ereditato la patata bollente degli interventi nel palazzo cinquecentesco costruito dai gesuiti su progetto di Bartolomeo Ammannati. Alcune legislature fa si era pensato - come hanno denunciato i "viscontini" - a un ingresso di rappresentanza per il ministero direttamente sulla grande piazza: la porta murata, gemella di quella daccesso alla scuola. Deciso invece che lentrata attuale sul via del Collegio romano 27 poteva continuare a servire come aveva sempre fatto, anche come "porta grande", rimaneva aperta la questione della "messa in sicurezza" degli uffici. È stato proprio il cambio di destinazione a rimettere in moto la macchina del dialogo. E per le uscite di sicurezza «andrà bene anche la piccola apertura sulla strada laterale, anche se con qualche correzione», spiega Marchetti. Lincontro, mercoledì scorso, dei rappresentanti del liceo con Improta e Rocchi - a meno di un mese dal via del cantiere, finanziato con 4 milioni di euro, e con il piano di interventi, approvato da anni, allo stato di "esecutivo" - ha dato insomma buoni frutti. La pratica del "progetto condiviso" ha fatto scuola. Non tutti i nodi sono però sciolti. È il direttore generale a mettere in guardia sui problemi di sovraffollamento della scuola. «I soppalchi in alcune classi, peraltro reversibili, sono necessari nel momento in cui bisogna riportare a norma di legge il rapporto tra numero degli studenti e metri quadri delle aule. Lalternativa - avverte Luciano Marchetti - è la riduzione del numero degli alunni, e questa non mi sembra proprio una strada percorribile».