Tensione dopo la decisione del governo di aprire una discarica. In 600 bloccano le forze dellordine la sfida Situazione assurda, non sappiamo cosa ci vogliono fare, se uccidere o altro Stavolta non è stato necessario luso della forza per raggiungere la cava dargilla di Valle della Masseria. Poliziotti e carabinieri, in tenuta antisommossa, hanno aggirato il presidio dei manifestanti, posizionandosi al margine delle strade daccesso al sito senza dover ricorrere alla forza. Anche se nel Comune a poca distanza dalloasi di Persano già sono pronti alle barricate. Il sindaco Palmiro Cornetta in prima fila e che, in un comizio improvvisato davanti a 500 persone, lancia il guanto di sfida: «Da oggi la cittadinanza di Serre dichiara guerra allo Stato. È una situazione gravissima e assurda. Non sappiamo cosa ci vogliono fare, se uccidere o altro». Non sono mancati momenti di tensione. Il primo, poco dopo le 15, quando i carabinieri del battaglione mobile hanno fatto largo ai mezzi del Genio militare spingendo con gli scudi alcune persone tra cui il sindaco di Serre, Palmiro Cornetta, che stava cercando di contattare telefonicamente il prefetto di Salerno. Poi ancora alle 19.30, quando le forze dellordine si sono schierate dinanzi ai manifestanti, chiedendo di rimuovere i mezzi che bloccavano la strada. Lintervento del presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, che ha chiesto di poter parlare direttamente col prefetto di Napoli Alessandro Pansa, ha evitato che si ripetessero gli incidenti di un mese fa. Già allora le forze dellordine erano riuscite a portarsi nella grande cava dargilla che si trova a poche decine di metri dalloasi naturalistica del fiume Sele. Ma avevano dovuto fare retromarcia dopo lavvio di una trattativa a Roma. Stavolta si sono dovuti fermare sul confine, per evitare di contravvenire al provvedimento del tribunale di Salerno, che ha ritenuto fondati i rilievi di carattere ambientale mossi dal Comune di Serre circa la scelta del sito. Ma stavolta non cè solo la volontà del commissariato per lemergenza rifiuti in Campania. Cè anche il decreto legge approvato ieri poco dopo mezzogiorno dal governo. Che indica Serre tra le quattro sedi di discariche della Campania, ma che lascia aperta la possibilità, nel caso dello sversatoio salernitano, di ricorrere ad una soluzione diversa su indicazione del presidente della Provincia. Indicazione, però, che non può essere generica: la discarica che verrà realizzata a Serre resterà aperta «fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo». Insomma, non basta la semplice proposizione di unalternativa: occorre che ci sia unaltra discarica funzionante. Di soluzioni diverse, non senza difficoltà, la Provincia ne ha indicate quattro: Parapoti a Montecorvino Pugliano, Perdifumo, Polla e Macchia Soprana, sempre a Serre. Ma non è stato semplice mettere insieme gli assessori necessari per la validità della seduta, convocata ad horas, vista anche lassenza di alcuni, tra cui lo stesso presidente Angelo Villani. Se dovesse essere accolta la proposta alternativa partita da Salerno - sempre a condizione che si tratti di discariche immediatamente operative - limponente macchina messa in moto dal commissario di governo Bertolaso (oltre cinquecento tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, uomini della forestale e militari dellesercito), lascerebbe nuovamente Serre. Diversamente la pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta ufficiale, avvenuta nella serata di ieri, consentirà fin da subito alle forze dellordine di prendere possesso della cava e avviare i lavori. La rivolta del comune salernitano rimbalza sul blog di Peppe Grillo: «Da Serre», si legge, «arriva lennesima richiesta di aiuto per evitare di distruggere una parte dItalia ancora incontaminata. Giro la richiesta a chi veramente comanda in Campania: alla camorra o, come dice Saviano, al Sistema