Sì alla sanatoria per abusi rigettata da Beni culturali e Comune -------------------------------------------------------------------------------- Il Tar Sicilia dà torto alla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo. Alla base della sentenza che ha accolto il ricorso di uno dei proprietari di Palazzo Rammacca che aveva visto respinto la richiesta di sanatoria, un atto notarile risalente al 1913, che smentisce lesistenza di vincoli monumentali sulla facciata orientale delledificio di via Maqueda. Lunico documento esistente riguardante possibili vincoli su Palazzo Rammacca, risale al 1913, anno in cui il proprietario del palazzo era il principe Pasquale Gravina. Nel documento si specifica che «soltanto la facciata settentrionale del Palazzo di sua proprietà rivolta verso via Bosco è di importante interesse monumentale, per cui è da ritenersi coperta da vincoli». Il Tribunale amministrativo regionale ha dunque messo fine al contenzioso intrapreso da Maria Gabriella Vitrano nei confronti della Soprintendenza ai Beni culturali e del Comune di Palermo. I legali di Palazzo delle Aquile avevano sostenuto di fronte ai giudici che il redattore dellepoca nel compilare il documento avrebbe utilizzato la figura retorica della sineddoche volendo con la parte (la facciata) indicare il tutto (ledificio). Maria Gabriella Vitrano aveva realizzato un piccolo terrazzo e recuperato il sottotetto in un immobile di sua proprietà che dà su via Maqueda. La Sopraintendenza ai beni culturali aveva respinto la richiesta. Da qui il ricorso che ha escluso vincoli sullintero immobile. g.g.